venerdì 28 settembre 2007

Jhon e la carica cava: dove cade l'asino.

Un'ottantina di righe di disquisizione sulla carica cava spiegata, secondo Jhon, più che "esaurintemente", riscontrano un grave errore di omissione.
Si legge, infatti, in merito: alla pentrazione, alla detonazione, ai gas, all'effetto Monroe, di ogiva, di esplosivi, tralasciando l'effetto per cui è prerogativa l'esatto risultato del funzionamento e del principio richiesto da un ordigno a carica cava.
Molto semplicemente l'effetto si chiama e si indica comunemente con un termine molto chiaro:

ONDA D'URTO

Non c'è modo di vedere, nella descrizione di Jhon, per tutte le ottanta righe circa in cui menziona effetti e conseguenze derivate dalla carica cava, questo fenomeno.
Quindi la sua descrizione del principio della carica cava è fallace.
Un esempio del comportamento dell'onda d'urto ricostruito in 3D si può osservare in quest'animazione: Explosion in Masonry Building.
Oltre modo per ciò che compete le pesantissime finestre dell'edificio, ritrovate indistantamente sparpagliate successivamente agli impatti è verificabile da quest'altra animazione: Windows Under Blasting Loading.
Nello studio dell'impatto contro una barriera come un muro, si studia la forza di penetrazione in funzione di un'inclinazione mai perpendicolare ma possibilmente in obliquo e a 45 gradi, ciò per avere il maggior danno possibile dalla parte opposta dell'ostacolo incontrato: Shaped Charge Formation and Penetration into a Masonry Wall.
Sostenere che un missile a carica cava possa limitarsi a esplodere a seguito dell'impatto contro un ostacolo e poi terminare con l'esplosione nel primo ambiente incontrato è una notizia tendenziosa e non dimostrata: Hypervelocity Impact Validation.
Jhon, non solo sparge queste notizie incurante delle prove avverse, facendo una figura meschina, ma dimostra le proprie lacune anche dalle insinuazioni che vedrebbero con i suoi chiarimenti un dato non dimostrabile.
Per cui affermare con la sua scarsa cultura nozionistica in materia militare, che è impossibile che un missile abbia colpito il Pentagono, è una congettura infondata e non fa altro che ripercorrere soltanto la direzione dell'atteggiamento del filone politico-ideologico cui appartiene assieme al suo gruppo di appartenenza composto da Attivissimo & c.
Un'altro schema in 3D, ripropone un'ordigno a carica cava che esplode tra 4 palazzi riproponendo l'espansione dell'onda d'urto: Blast in Downtown Manhattan. In quest'animazione, l'ordigno è rappresentato da una bomba che scoppia a cielo aperto, ma un missile che impatta contro un'edificio dirige la propria potenza convergendo la detonazione verso un punto specifico, dove a seguito dell'impatto provoca il massimo danno.
Escludire l'ipotesi che un missile non abbia impattato il Pentagono è impercorribile, non solo per quanto negato da Jhon ma per un altro fatto che va preso in considerazione: l'angolazione della traiettoria d'arrivo sulla facciata del Pentagono è obliqua, ciò è dovuto probabilmente alla necessità di creare il maggior danno possibile... e non a colpire il Pentagono o in un modo o nell'altro.
Da questo potrei assumere una spiegazione ipotizzata per la viratà di 330° impostata prima dell'avvicinamnto finale: il missile potrebbe essere stato lanciato da una postazione molto vicina a tal punto da rendere necessario il bisogno di fare questa virata per poter impattare nel punto più favorevole la facciata del Pentagono.
Non si spiegherebbe perchè, quando il pilota avesse potuto fare una virata di 30 gradi a sinistra, comoda e più rapida, con una velocità ricevuta da un'altitudine più elevata d'inizio picchiata, ne abbia dovuta fare una di 330 gradi a destra, in una maniera difficilissima per cercare l'impatto indistinto dell'edificio.
Si spiega invece la virata di 330 gradi adducendo con una motivazione possibile, cioè che il missile abbia dovuto portarsi su un corridoio prestabilito per immettersi nella traiettoria di avvicinamento finale, impattando poi obliquamente (circa 45°) rispetto all'asse perpendicolare della facciata in questione, angolazione che, al contrario, prima della virata a 330 gradi, non avrebbe mai potuto ottenere.
Nel post precedente le foto relative a Sudan ed ex-Jugoslavia mostrano i danni subiti dagli edifici a seguito di impatto da Tomahowk e su internet si possono trovari gli accertamenti delle attribuzioni.
La foto del Pentagono è ripresa a seguito del collasso della porzione dell'ala, per cui è utile riportare un'immagine della conseguenza dell'impatto del velivolo, per farsi un'idea dei danni subiti dalla struttura e paragonarli a quelli mostrati nelle foto citate...


Per avere un'idea comparativa rispetto all'impatto da 757, l'immagine successiva mette in relazione le sue dimensioni con quelle dell'edificio:

Le due foto per ciò che mostrano offrono una dura realtà da accettare...
Ognuno scelga quella che più preferisce...

4 commenti:

Andrea Occhi ha detto...

anche qui alcune osservazioni, sull'ultima immagine:
- l'aereo non era appoggiato al carrello, quindi poteva essere più basso, con i motori quasi appoggiati in terra
- l'aereo era probabilmente leggermente inclinato in avanti: bastano 3 gradi di inclinazione per porre il muso dentro il piano terra del pentagono. con 5 gradi il muso tocca in terra, con l'aereo appoggiato sui motori.

Posso chiederti dove hai trovato l'immagine? è da un po' che cerco una sezione del pentagono accurata, e questa potrebbe essere un punto di partenza...

Andrea Occhi ha detto...

scusa il doppio commento.
Aggiungo alle considerazioni di prima un'altra, anche se marginale: le ali durante il volo sono leggermente inflesse verso l'alto, a causa della portanza delle ali. Questo alza un po' i motori rispetto alla fusoliera, ovvero abbassa ulteriormente la fusoliera quando l'aereo è appoggiato sui motori, anche se di poco.

stuarthwyman ha detto...

"l'aereo non era appoggiato al carrello, quindi poteva essere più basso, con i motori quasi appoggiati in terra"

Hai fatto una gaffe perdonabile, gli anelli non rappresentano un carrello, ma dei cerchi che servono in maniera proporzionale a mostrare le misure intercorrenti tra il suolo:
- La fusoliera
- il "sedere" del serbatoio alare al centro ditro al reattore
- il punto più basso dell'aereo

poteva essere anche più basso l'aereo ma allora c'era una collinetta sulla traiettoria, per forza doveva arrivare in picchiata in quel punto

Ma se così fosse non si spiega come il carrello sia rrivato al terzo anello

stuarthwyman ha detto...

Posso chiederti dove hai trovato l'immagine?

in giro su un sito americano....
ti ci guardo se vuoi


PORTANZA: quella forza che sospinge l'aereo verso l'alto, ma sul web puoi completare quest'affermazione in maniera più esaustiva (http://it.wikipedia.org/wiki/Portanza)

Quell'effetto che hai descritto si ottiene come conseguenza di un certo numero di g non corrispenti a 1 (1g equivale alla naturale forza di gravità, 2 g, 2 volte il proprio peso...).

"le ali durante il volo sono leggermente inflesse verso l'alto
Questo alza un po' i motori rispetto alla fusoliera, ovvero abbassa ulteriormente la fusoliera quando l'aereo è appoggiato sui motori, anche se di poco."

E' un effetto di una perdita di quota quello descritto, ma non vedo che analogia ci sia con la realtà.