sabato 3 novembre 2007

Silverstein, 24/07/2001: pessimo affare! 9/11, grazia ricevuta...

Niente è lasciato al caso.
I “terroristi” hanno colpito un “simbolo”. Questo “simbolo”, altri non erano che le Twin Towers. Tra tutti gli altri “simboli” disponibili si è scelto questo, perché questo, destasse attenzione nell’immaginario collettivo della massa americana…
Il Golden Gate, la Casa Bianca, il ponte di Brooklyn, la Statua della Libertà (questo è un simbolo vero proprio!), il Campidoglio, non avevano passato il voto essendo stati giudicati, dai “terroristi”, di secondaria importanza.
Inesplicabilmente se non coincidentemente con gli interessi economici e urbanistici di New York, si è scelto di dirottare due aerei contro le Twin Towers. I “terroristi” sapevano che le torri sarebbero crollate come pani di burro, perciò hanno scelto questo “simbolo”, perché era facile “buttarle” giù e per colpire meglio “al cuore” gli americani.
Altrettanto misteriosamente, la seconda torre colpita crollò prima di quella colpita precedentemente…
Molti documenti che ora sarebbero preziosi, sono spariti per sempre tra le macerie del “simbolo” degli Stati Uniti d’America l’11 settembre 2001:

Sei settimane prima degli atti terroristici, il 24 luglio 2001, Silverstein, speculatore immobiliare di New York, vinse un’asta avente per oggetto la concessione dei diritti del suolo su cui erano site le Twin Towers, alle condizioni patteggiate con Port Authority:

Agli occhi del mondo la motivazione dell’affare di Silverstein è semplice: pagare 115 milioni di dollari all’anno a Port Authority, per incassarne circa 200 dalle rendite degli spazi affittati. Conoscendo queste due variabili l’operazione sta in piedi: pagate le tasse, le ordinarie spese di manutenzione e le consulenze…
Indubbiamente è una normale speculazione immobiliare, sebbene di un’entità superiore a tutte quelle di sempre.

Ma:

“The trade center started life as a giant money loser, running annual deficits of $10 million to $15 million.”
http://query.nytimes.com/gst/fullpage.html?res=9F02E2DD1F3FF93BA3575AC0A9649C8B63&sec=&spon=&pagewanted=13

Questa, è un’affermazione che dovrebbe essere un’indizio di sospetto per favoreggiamento e concorso in colpa per omicidio di massa…
La frase sopra, riportata in un articolo del New York Times l’8 settembre 2002, ripercorre la descrizione globale della storia del World Trade Center, prima degli atti del 9/11. Due sono i dubbi che mi sovvengono in merito a tale affermazione: uno sull’indicazione della cifra in perdita e un altro sulla “bontà” dell’operazione immobiliare effettuata da Silverstein, considerato che, si aggira per la "rete", un energumeno titolantesi “esperto”, meglio conosciuto come John, il quale su un suo post, scrive:

“Scopo di Silverstein era ovviamente incassare gli affitti degli immensi spazi commerciali presenti nei 110 piani di ciascuna delle Torri.”
(John, http://undicisettembre.blogspot.com/2007/01/larry-silverstein-e-le-polizze-del-wtc.html)

Invece, l’articolo del NYT parla di una perdita costante annuale pari a 10-15 milioni di dollari, da quando il WTC venne costruito. Assolutisticamente, l’affermazione, parla di una perdita. Il valore di tale perdita non è dato sapere da chi sia stato riferito. Le torri durante la loro vita hanno avuto l’appellativo di “giant money loser” (letteralmente: giganti perditori di soldi). Proprietario delle torri, dalla loro edificazione a due mesi prima della distruzione, era Port Authority di New York & New Jersey (ente statale).
Potrei pensare che la cifra di perdita mostrata sia superiore, a quella pubblicata sull’articolo, poiché ben si può intuire che se fosse stata indicata più alta, l’opinione pubblica della città non avrebbe gradito granchè…
Tengo per buona l’affermazione per difetto, quindi d’ora in poi riporterò 10.000.000 di dollari come perdita annuale.

Sul link di un mio post precedente, si evince che le rendite dagli affitti incassati dagli spazi locati alle aziende nelle torri, ammontassero a circa 200.000.000 di dollari. Sommando la perdita annuale, da ciò che è scritto sull’articolo del NYT, si deduce che le spese potessero essere intorno ai 210.000.000 di dollari annui.
Bisogna considerare che Port Authority, non aveva l’incombenza annuale di un leasing da pagare al proprietario di 115 milioni di dollari… dovere che sarebbe spettato, invece, a Silverstein, come stipulato nella sottoscrizione del contratto novantanovennale, se le torri fossero state ancora in piedi.
A conti fatti quindi, ciò che sarebbe successo a Silverstein, sarebbe stata una perdita senza precedenti:
- 210.000.000 di dollari annui, costi di gestione delle Twin Towers
- 115.000.000 di dollari annui, costo del leasing di Silverstein
- 200.000.000 di dollari annui, incassi di Silverstein

perdite: 125.000.000 di dollari annui!

Ad oggi: 750.000.000 di dollari! Indubbiamente può essere stato nominato il più grande affare di tutti i tempi, ma per entità d’importo del contratto di leasing… non certo per guadagni!

Silverstein non incassa soldi e Port Authorithy ha perso il suo “gigante”, chi sta perdendo di più?

A oggi risulterebbe che Silverstein stia pagando normalmente i 10 milioni di dollari mensili per i diritti di sfruttamento del WTC a Port Authority:

“Since 2001, the Port Authority has reported about $530 million in net income on the devastated trade center, mostly from Mr. Silverstein’s rent for the empty site, which has gone into the authority’s general operating budget. It also has reported a net income of $869 million from its insurance proceeds and Federal Emergency Management Agency money, which has been used to pay off the Port Authority’s debts.”
http://www.nytimes.com/2006/09/11/nyregion/nyregionspecial3/11groundzero.html?pagewanted=all

Risulta, da questa notizia, che né Port Autority né Silverstein, stiano perdendo denaro dai mancati introiti di WTC, perché qualcuno sta pagando… Anzi a conti fatti consegue che l’affare sia divenuto colossale per Silverstein e Port Authority dal momento che le torri siano crollate.

Poteva essere un buon affare, quello di Silverstein? Una delle due torri aveva un difetto fondamentale: alcuni elementi della struttura erano in amianto. Inoltre, la totalità degli impianti antincendio era stata ricoperta con un particolare elemento composto da amianto, che richiedeva il suo smantellamento, in quanto giudicato dalle autorità, nell’’80, cagionevole alla salute e già nel ’71 venne bandito dallutilizzo nell’edilizia…
Sarebbe stato obbligatorio, per Silverstein, la bonifica totale della struttura a costi inammortizzabili per l’operazione immobiliare che avrebbe inteso portare avanti…

Senza contare che la “vita” di WTC stava arrivando lentamente alla fine, ciò anche dovuto, alla corrosione galvanica derivata dalle giunture della struttura tra pannelli esterni in alluminio, ed elementi in acciaio dell’involucro esterno dell’edificio.
Bonifica di amianto, corrosione galvanica e ripristino impiantistica antincendio, sono state le cause che avevano spinto alla fine degli anni ’80 a prendere seri provvedimenti nei confronti delle Twin Towers. Provvedimenti equivalenti allo smantellamento degli edifici.

Si era calcolato che il ciclo esistenziale di quello riconosciuto come un fallimento dell’edilizia americana dei grattacieli, avesse una durata riscontrata tra i 30-40 anni e non 200-300 come sperato agli albori del progetto negli anni ’60.
Mi chiedo cosa sarebbe successo se il mondo avesse visto che a New York negli Stati Uniti, un “simbolo” di tale importanza fosse stato oggetto di smantellamento, pezzo per pezzo. La Nazione modello mondiale di democrazia e tecnologia, costretta a rassegnarsi pubblicamente ammettendo un fallimento finanziario colossale…

Il progetto, di cui sul web si trova poco: consisteva nel montaggio di un’impalcatura sui quattro lati degli edifici, il cui costo ipotizzato si aggirava intorno ai 2,3 miliardi di dollari… ne conseguiva il suo smontaggio e lo smantellamento pezzo per pezzo delle Twin Towers.
“In 1989 - there were plans to erect scaffolding and disassemble the WTC towers and rebuild them. Cost projection was around $5.6 billion.”
“…in about "10-12 years" they would "blow it up and start over"

Ma il progetto venne abbandonato per motivi di costi troppo elvati, e in seguito confiscato… Si addusse che comunque nei prossimi 10-12 anni sarebbe stata presa comunque in considerazione l’azione di abbattimento degli edifici mettendola, o in un modo o nell’altro, in atto…

Oltre all’antieconomicità dell’operazione immobiliare-finanziaria, altri problemi, come accennato prima, insistevano negativamente sulla bontà dell’affare di Silverstein. Questi problemi erano legati come detto:

“The exterior skin of the building, in being aluminum and connected directly to the super structure… “

all'obsolescenza dell’edificio:
“The building was retro, some of the features were so old, like the central heating and a/c systems, which were really really bad and inefficient.”

“It had the reputation of being A FINANCIAL MISFIT, unsuited to modern fiber-optic and Internet technologies, and burdened with an inefficient and costly elevator system.”

John Perkins, "Confessions of an Economic Hit Man," 2004, page 194

“was OBSOLETE LONG BEFORE IT WAS FINISHED”

(Rowland Morgan and Ian Henshall, "9/11 Revealed: The Unanswered Questions," 2005, pages 61-64)

alla presenza di amianto (asbestos), come anche riscontrato dopo i crolli:
“The towers were due for a "mid-life rehab," but building codes would have REQUIRED REMOVAL OF THE ASBESTOS FIREPROOFING lining the towers' ceilings and steel framework. According to Morgan and Henshall, "Such a job would have been unrealistically expensive and physically impractical, with no gain in [rental] revenues."

Morgan and Henshall, op. cit., page 63

“The WTC's original owner, the Port Authority of New York and New Jersey, had been concerned about asbestos-abatement issues for many years prior to 9/11. According to Karl Schwarz and other writers, the Port Authority in 1991 filed suit in U.S. District Court against insurers in the hope of recovering funds to help pay for needed asbestos-abatement work at the WTC and one of the region's airports. In the suit, "Port Authority of NY vs. Affiliated FM Insurance Co.," the Port Authority sought between 500 million and 1 billion dollars from the insurers.”

Karl Schwarz, "PANY & NJ," February 7, 2006, at

“In the weeks since the World Trade Center was attacked, evidence is mounting that large quantities of asbestos were showered down on lower Manhattan.”

“Asbestos was also used in other applications that ordinarily do not leave a friable (crumbly) residue, but that can be turned to dust under the extraordinary conditions that existed on Sept. 11.”

“It’s hard to control them, hard to eliminate them. Once they get airborne they want to stay airborne. Once they’re in buildings, we … need to start focusing on precautions.”

Riassumendo:
- Le Twin Towers erano anti-profittevoli
- Utilizzavano più corrente di una piccola città
- La loro esistenza era sovvenzionata, in parte, anche dai contribuenti
- Il tasso di occupazione ufficiale era nascosto e gonfiato per l’opinione pubblica
- La rimozione dell’amianto sarebbe costata almeno cinque volte il costo di costruzione
- Gli inquilini volevano spostare le loro sedi
- Port Authority aveva cercato di venderlo per anni
- Solo due mesi prima dei crolli Port Authority piazzò il leasing (vi fu anche un’offerta di Silverstein pari a 750.000.000 di dollari, rifiutata)
- Non potevano essere demolite in sicurezza, prima che l’amianto non fosse stato rimosso

Quale operazione finanziaria spinse Silverstein ad ottenere il controllo del WTC?
Come, se non solo ed esclusivamente con l’abbattimento, avrebbe potuto profittare Silverstein della, eventuale, speculazione immobiliare del World Trade Center?
Come avrebbe mai potuto ottenere il permesso civile di abbattimento delle Twin Towers in sicurezza, anche con demolizione controllata, dal momento che per la presenza di amianto, ciò era risultato impossibile e dannoso alla salute dei cittadini di New York?
Come mai, conscio dei difetti delle torri cui indubbiamente non poteva che esserne al corrente per ovvie ragioni speculative, si diede da fare per contrattare le clausole relative all’ipotesi di distruzione, sia sulla sottoscrizione del leasing che sulla polizza assicurativa?
Come mai sapendo che entro il 2007, data ipotizzata del termine del ciclo esistenziale delle torri, volle comunque il controllo del World Trade Center?
Perchè Port Authority, ente statale, avente obblighi nei confronti dei cittadini-contribuenti di New York, anzichè bonificare e ammettere un errore commesso trent’anni prima, seppur con i costi che ciò ne comportava, decise di disfarsi così facilmente di un pericolo pubblico, dando il via ad una semiprivatizzazione del sito?
Perchè Port Authority, nella stesura del contratto di leasing, si spogliò dei principali diritti, dal momento che di fatto a oggi è ancora proprietaria del sito-terreno edificabile su cui sorgevano le Twin Towers?

Di domande ce ne sarebbero parecchie, ma dubito che ci possano essere risposte ufficiali… logiche.

Per quanto riguarda l’amianto, il particolare riveste un’importanza primaria legata alla vicenda del World Trade Center. Una causa milionaria andava avanti da anni, prima dei crolli. La documentazione relativa a questo processo, conservata nel WTC finì inevitabilmente distrutta:

“Legal Claims and Litigation, all years. Summons, Complaints and other papers used in lawsuits in which the Law Dept is a party. The Port Authority of New York and New Jersey versus Affiliated FM - 3358 boxes of records issued from the Port Authority Records Center - originals - B-4 2 WTC Asbestos Litigation Task Force Repository, and other locations in the WTC Complex -all asbestos related material to be kept permanently - all records kept by Serge Benjamin, Manager of the Asbestos Litigation Task Force
Legal Claims and Litigation, all years. Summons, Complaints and other papers used in lawsuits in which the Law Dept is a party. The Port Authority of New York and New Jersey versus Allied - 3000 boxes of records issued from the Port Authority Records Center - originals - B-4 2 WTC Asbestos Litigation Task Force Repository, and other locations in the WTC Complex -all asbestos related material to be kept permanently - all records kept by Serge Benjamin, Manager of the Asbestos Litigation Task Force”

Dietro l’amianto parecchi interessi ruotano anche intorno al Governo:

“Insurers, along with asbestos companies, are lobbying Congress for legislation to create a trust fund that would settle all asbestos litigation and limit their liability.”

L’ente di controllo governativo (“scudo” http://www.epa.gov/), negava l’effetto cancerogero sulla salute umana per l’aria respirata a New York. (http://www.rense.com/general40/whitehouse.htm)

Di amianto non si muore di solo contatto diretto… Un sito riporta la speciale connection che esiste intorno all’affare dell’amianto, e la lista delle morti che assurdamente, per coincidenza di fatti, hanno trovato le persone che operavano direttamente o indirettamente…

Per verificare cosa comportasse, per il World Trade Center, la presenza di amianto, è sufficente riscontrare il costo della sua rimozione su altri palazzi di New York.

“…30-story, one-million-square-foot tower… …would invest $60 million in the property for asbestos removal and renovations…”

Cosa sarebbe successo se il World Trade Center, una volta a terra, non fosse stato un buon affare per Silverstein?

“THE LEASE HAS AN ALL IMPORTANT ESCAPE CLAUSE: IF THE BUILDINGS ARE STRUCK BY "AN ACT OF TERRORISM," THE NEW OWNERS' OBLIGATIONS UNDER THE LEASE ARE VOID”

Avrebbe chiuso la porta e se ne sarebbe andato a cercarsi un affare migliore!

In questo post ho cercato di capire quale fosse l’affare fatto da Silverstein, se il WTC fosse stato ancora in piedi... senza riuscirci.

4 commenti:

Andrea Occhi ha detto...

alcuni elementi della struttura erano in amianto.
Non penso proprio.
La struttura era tutta di acciaio, ricoperta di una pasta contenente amianto in una percentuale sconosciuta solo nei primi 38 piani del wtc1.

Inoltre, la totalità degli impianti antincendio era stata ricoperta con un particolare elemento composto da amianto, che richiedeva il suo smantellamento,
La pasta di amianto dei primi 38 piani del WTC1 era ricoperta, e era stata dichiarata assolutamente sicura nell'esercizio normale.
mi sembra eccessivo distruggere 3 torri di 100 piani per eliminare un problema in 38 piani di una sola...

stuarthwyman ha detto...

Ma se così fosse, come dici, che motivo ci sarebbe stato per erigere 2 impalcature su 4 lati di entrambi gli edifici...
Ammesso e non concesso che solo i primi 38 piani di una torre avessero una pasta composta d'amianto?

"...era stata dichiarata assolutamente sicura nell'esercizio normale."

L'affermazione dell'EPA è un falso, sulla rete è pieno d'articoli di giornali che parlano di presenza di amianto e alcuni li ho postati...

"mi sembra eccessivo distruggere 3 torri di 100 piani per eliminare un problema in 38 piani di una sola...

Sto preparando un post dove vorrei parlare appunto dello smantellimento del wtc, con il poco materiale che si trova..."

Anche a me sembra eccessivo, considerando, che i permessi di abbattimento con esplosivi, probabbilmente non li avrebbero mai concessi... per i problemi connessi all'amianto e a ciò che si è verificato in termini di malattie, sicurezza, ecc. L'unica alternativa, lo smantellamento pezzo per pezzo, era fortemente antieconomica... Il suo costo come da link riportati: 15 miliardi di dollari.

Pretesto e copertura: questi sono stati gli scopi di un assassinio di massa... Ciò garantito dalla presenza dei "terroristi", accusati della paternità dell'operazione...

C'è un precedente giuridico, che getta un alone di forte sospetto, anche sulla vicenda di una parte del WTC7...

Di questo ne scriverò a breve.

Saluti Stuarthwyman

Andrea Occhi ha detto...

penso che parlare di abbattimento con esplosivi sia assolutamente assurdo, visto che l'edificio più alto abbattuto con esplosivi era alto poco più di un quarto di una torre...

stuarthwyman ha detto...

Non ne sarei così sicuro, si ventilava la possibilità di abbattimento per "implosion", ma questa ipotesi venne scartata, proprio per i problemi legati alla polverizzazione dell'amianto in pulviscolo particolare... cagionevole alla salute umana.

Caso strano nel '89 si abbandonò il progetto che venne requisito dalle autorità governative, adducendo come conclusione che la soluzione sarebbe stata presa in 10-12 anni.

C'è pochissimo materiale in merito a questo...