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domenica 16 dicembre 2007

WTC6: indebunkabilmente anomalo...

Aggiornato 18/12/2007.
Il palazzo che ha destato più stranezze, in termini di collassi avvenuti l’11 settembre 2001, è stato senza dubbio il WTC7. Non era stato colpito da un aereo, ma subì, unicamente, gli impatti delle “pesantissime” macerie scagliate dalla Torre Nord.
Si aggiunsero, scaturiti da tal effetto, “diffusissimi” incendi ai vari piani della costruzione… Non di meno, la Versione Ufficiale non riporta menzione del fatto ed il NIST asserisce che tuttora non dispone degli elementi necessari per espletare le verifiche opportune e trarne conclusioni scientificamente valide ed accettabili. Altresì, si attribuiscono leggendariamente a tali effetti le conseguenze che portarono l’edificio al collasso sulla propria pianta.
Da “qualcosa”, tuttavia, è stato colpito: vuoi da “diffusissimi” incendi, vuoi da “pesantissime” macerie…

Un avvenimento rinnova altra incertezza se non un allarme tale da far ritenere che, per l’ennesima volta, la Versione Ufficiale abbia mentito ancora.
Con plagio universale e con dissimulata indifferenza, rimane inspiegato il fenomeno e le coincidenze che videro oggetto dei fatti, il WTC6:

6 World Trade Center - U.S. Customs House

L’edificio era alto 7-8 piani e consisteva di una superficie pari a 50.000 mq ca.
http://en.wikipedia.org/wiki/6_World_Trade_Center

La lista degli affittuari:

US dep. of Commerce, 4500 ft, Goverment, 6° piano
BATF (alcohol tobacco & firearms), 1200 ft, Government, 2° e 6° piano
U.S. Dep. of Agriculture, Government, 2° piano
U.S. Dep. of Labor, 10.200 ft, Government, 6° piano
Export-Import Bank of the U.S., Financial Institutions
Eastco Building Services

Tra le 9.03 e le 9.04 dell’11 settembre 2001, un fenomeno è ripreso dalla CNN.

Non c’è motivo ragionevole, per il quale avvenne questo fenomeno, giacché le uniche parti degli edifici interessate agli impatti degli aerei fino a quel momento, erano quelle concernenti i piani alti dell’edificio più vicino, la Torre Nord e quelle più lontane della Torre Sud.
Il filmato è un abbaglio! Va comunque richiamato poichè intercorre nel periodo di tempo in cui si consumava la tragedia:
(da Pier69)

Gli occupanti di WTC6 eseguirono l’ordine d’evacuazione, prima delle 9.03

E’ un arcano il motivo per cui, da quando il primo aereo impatta la Torre Nord, i suoi occupanti (coloro che poterono) si affrettarono a lasciarlo ma vennero, invece, invitati, assurdamente, a ritornare nei propri uffici per “passato pericolo”.
Gli occupanti del “6”, non colpito da nulla, furono fatti evacuare in 12 minuti esatti.
Alle 8:46, orario dell’impatto del primo aereo alla Torre Nord, segue l’ordine di evacuazione di 800 persone dal WTC6…

È il controllo del numero delle vittime che dovevano morire per offrire il pretesto tanto agognato?

“Some 800 workers from WTC 6 were safely evacuated within 12 minutes of the first plane hitting the North Tower at about 8:46 a.m., according to a Sept. 18 Washington Post article by Stephen Barr.”

Alle 8:58, WTC6 è pronto per essere fatto detonare…

Per chi leggesse, la parola detonazione sta ad indicare ciò che, invece parallelamente, la Versione Ufficiale abbia attribuito all’effetto dei detriti scagliati in conseguenza dall’impatto dell’aereo sulla torre Nord. Ciò non è stato confermato dall’ASCE (American Society of Civil Engineers), dichiaratasi impossibilitata dall’eseguire le proprie indagini poiché bloccate da parte del New York City’s Department of Design and Construction, per pericoli legati, in maniera generalizzata, all’inagibilità degli edifici (nonostante per WTC4 e WTC5 questo problema non fosse sussistito…).

“A spokesman for FEMA told AFP that because the building was considered by DDC to be “very dangerous,” there was “no data collection” from WTC 6.”

Non esistono dati per trarre conclusioni dagli accadimenti inerenti WTC6… perché l’edificio era troppo pericoloso! …ottima spiegazione, ma la relazione tra le due affermazioni dov’è?.

L’evacuazione di 800 persone è avvenuta egregiamente senza intoppi causati da panico e altri imprevisti.

Un’intervista di Killtown, riscontra esplosioni, poco dopo l’impatto dell’aereo contro la Torre Sud, all’interno di WTC6. Ragion per cui, qualcosa di “misterioso” è accaduto:

“…As I turned to start running west again, I saw a series of flashes around the ceiling of the lobby all going off one-by-one like the X-mass lights that "chase" in pattern... …The pops were at the same time as the flashes…”
“I immediately got the impression they were timed explosives. I have never thought they were anything else, not then, not now.”
“I didn't have any notions of where to put blame per se, but I remember thinking that it was possibly the same organization who tried to blow up the building back in 1993. I figured they came back to finish the job.”


http://killtown.blogspot.com/2006/02/911-rescuer-saw-explosions-inside-wtc.html

Quale può essere la motivazione di tali esplosioni se non quello di far suscitare dopo, nelle menti esterrefatte e basite, la recondita fantasia, che la torre Nord, implodendo in un secondo momento, scagliasse più lontano possibile i detriti, fino a colpire il WTC7, trovando sulla sua traiettoria inevitabilmente l’edificio (WTC6) in questione?

La FEMA nel suo rapporto riguardante WTC4-5-6 riporta per il 6, quali cause dell’esistenza di un cratere centrale di forma tondeggiante “creatosi” e del suo generale danneggiamento:
- Significant damage from the collapse of WTC1
- Fire damages
Ma poche righe evasive non confermano le foto, riprendenti un buco enorme nell’edificio.

Le foto riportate mostrano il WTC6 in piedi, a dispetto del WTC7 crollato. Non fosse per la presenza dell’ambiguo cratere centrale, queste foto, getterebbero un alone di mistero ancor più “grigio” di quanto già non lo sia così.

Una testimonianza ratifica le ammissioni, sulla tempistica e sulle modalità, dell’intervista di Killtown:

"On the morning of September 11, 2001, OSHA employees had begun a routine day when an explosion shook the building. The Assistant Area Director immediately issued the order to evacuate. As the first plane hit the North Tower of the WTC, debris began falling on Building 6. OSHA staff rushed into the hallway. Three employees helped their co-worker in the wheelchair down the corridor and into a freight elevator they had used during the practice drill. They descended to the basement, into a garage, down some steps, and into another garage, where they escaped from the building.

The group moved outside just as the second plane hit the South Tower. As the group moved away from the site, the North Tower collapsed, destroying OSHA’s Manhattan Area Office as it fell. We are so thankful that no Department of Labor employee was lost during that tragic day. Thanks, in no small part to OSHA’s careful emergency planning, everyone knew what to do—even in this unprecedented circumstance."

La testimonianza riporta un dato non confermato: detriti che “cominciano” a cadere dalla Torre Nord.
Nella ripresa del video attribuito a “Bri and Cri” (“Luogocomune”, sezione forum-torri, topic: “Anomalia alla torre Nord?”), la parte di tetto del WTC6 che si riesce a vedere nitidamente è ancora integra, poco prima del crollo della Torre Sud. Ed è ancora integra, nel momento in cui crolla la Torre Sud (ore 10:00 circa).
Inevitabilmente, la testimonianza, conferma due dati di fatto che serviranno a comprendere meglio la parte successiva di questo post inequivocabilmente:

“They descended to the basement, into a garage, down some steps, and into another garage, where they escaped from the building.”

“The group moved outside just as the second plane hit the South Tower.”

L’enigma di questa evacuazione rapida e ordinata, sta, come detto prima, nel fatto che, dopo le 8:46 gli occupanti che si apprestavano a lasciare la Torre Nord vennero invitati a ritornare, nei loro uffici… mentre gli impiegati del WTC6 vennero fatti uscire immediatamente dall’edificio.

Un capitolo di un rapporto denuncia la presenza di un deposito di munizioni all’interno di WTC6:

“Weapons, Ammunition, and Explosives Protocol WTC6, the Customs House, contained two pistol ranges (B-1 and B-6 sub-levels). Approximately one million rounds of live ammunition were stored inside these ranges. Ammunition consists of case material (brass or aluminum), a lead projectile, a primer, and propellant. When exposed to fire or temperatures above 3928F, the primer and propellant can ignite, causing the case to fragment and act as a low velocity
projectile. It is also possible to strike the primer and cause the ammunition to discharge. Recovery Team members examining the rubble in these selected areas were issued full-face
shields for optimum eye protection. All weapons discovered were assumed to be loaded; explosives were not touched. Firefighters were to evacuate the area with a minimum of one
hundred (100) feet in all directions and notify the Port Authority Police Department or the NYPD immediately through the FDNY chain of command. The cutting of steel in
areas where weapons, ammunition, and explosives (small amounts used by PA police to train dogs) were located was strictly regulated.”

Questi materiali erano posizionati nei piani sotterranei ai livelli -1 e -6. Ragion per cui, non furono interessati né dagli impatti e loro conseguenze alla Torre Nord, né dall’impatto e collasso della Torre Sud, avvenuto, quest’ultimo, un’ora dopo circa.

La torre Nord riparava WTC6 dai detriti della Torre Sud, sia al momento dell’impatto dell’aereo che la colpì, sia al momento del suo collasso avvenuto dopo.
Le esplosioni sentite dai testimoni non possono ricondursi agli scoppi dei materiali pericolosi immagazzinati sotto terra né, tantomeno, a eventuali temperature da ignizione raggiunte, così come indicate nel report, poiché non interessati significativamente da conseguenze che le avrebbero potute permettere.

Cosa alquanto mai, più discordante con le teorie dei “debunker” italiani, si menziona nel rapporto la messa in sicurezza di detti materiali pericolosi in breve tempo…

“…explosives were not touched.”

“The cutting of steel in areas where weapons, ammunition, and explosives (small amounts used by PA police to train dogs) were located was strictly regulated.”

“DEBUNKER” ITALIANI

Delle testimonianze in merito a flash ed esplosioni all’interno di WTC6: niente!
Del danneggiamento ancora inspiegabile alle 10:00 di quella mattina: niente

In funzione del WTC6 sono citate, ironicamente, queste speculazioni generiche:

“Risulta così difficile immaginare che durante un disastro del genere possano esserci oggetti che esplodono, come i serbatoi delle auto, i trasformatori (per esempio al WTC7) pieni d'olio infiammabile sotto pressione, o le munizioni presenti nel deposito d'armi della polizia nel WTC6?”

http://undicisettembre.blogspot.com/2007/04/matrix-stasera-ksm-nuovo-materiale.html

E questa:
(riferendosi a “Luogo Comune”)
“Non tutto ciò che esplode è per forza esplosivo
Una considerazione supplementare: può sembrare banale, ma non tutto quello che esplode è per forza esplosivo. C'erano molte, molte cose che potevano esplodere, a Ground Zero: i serbatoi delle auto in fiamme, per esempio e 1.200.000 munizioni custodite nelle armerie degli enti US Customs e Bureau of Alcohol, Tobacco and Firearms nel WTC6 (fonte). Un particolare che i "ricercatori della verità", stranamente, sembrano non conoscere.

Anche il WTC5 conteneva munizioni:

“... le detonazioni delle munizioni per armi leggere che provenivano dal bunker del Secret Service che si trovava nell'edificio 5 del World Trade Center... il sibilo, il ruggito e il crepitio degli incendi vicini, e le continue esplosioni dovute alle granate e alle altre munizioni che scoppiavano nel bunker del Secret Service...”

Richard Picciotto, comandante di battaglione (battalion chief) dei vigili del fuoco di New York, dal libro Last Man Down (Ultimo a uscire).

In altre parole, la presenza del rumore d’esplosioni nei filmati non è affatto una dimostrazione che gli edifici sono stati demoliti con l'esplosivo. Le esplosioni possono essere dovute a moltissimi altri fattori. Non dimentichiamo che proprio nel WTC7 c'era una centrale elettrica con numerosi, grandissimi trasformatori. E quando scoppia un trasformatore, fa un botto che non passa certo inosservato.”

http://undicisettembre.blogspot.com/2007/05/luogocomune-is-exploding.html

CONTRO-“DEBUNKING”…

Sebbene le affermazioni avanzate non sono riconducibili alle esplosioni delle testimonianze, ci troviamo di fronte ad una congettura, se non, più propriamente, ad una falsa informazione, sia sulle nozioni relative: i materiali pericolosi in WTC6 sono esplosi (il rapporto della FEMA afferma il contrario), sia sulla tempistica: non riporta il periodo di tempo in cui tali materiali avrebbero dovuto reagire, e sia sullo stoccaggio dei materiali che, a detta dei “debunker” italiani, sono stivati in bunker a piani dell’edificio non meglio precisati.

A maggior ragione, se ciò fosse stato accertato, avrebbe apportato un beneficio alla validità dei rapporti delle organizzazioni che relazionarono l’accaduto, ma in nessun modo, anche nel report della FEMA, ciò viene riportato…

Nonostante sia “immaginabilissimo”, che questi materiali pericolosi potessero prendere fuoco o reagire, non sono riportati effetti in tal senso, se non nella maniera per cui si presume forzatamente, i collassi siano avvenuti per altri fattori: “pesantissime” macerie e “diffusissimi” incendi…

Le testimonianze sopra ricordano che all’interno degli edifici, nel caso del WTC6, agenti federali erano ancora al loro interno e lampi e scoppi si vedevano e si udivano dai lati dell’edificio.

Se i materiali si trovavano sotto-terra, non si spiega quindi perché, pur scoppiando si dovessero verificare gli effetti visibili/udibili ai piani fuori-terra…

La via di fuga fu proprio costituita dai sotterranei dei garage del WTC6… (la testimonianza è ricavata dalla stessa fonte utilizzata dai “debunker” italiani…), proprio dove erano immagazzinati i materiali pericolosi.

Se la reazione di tali materiali fosse avvenuta per l’orario di evacuazione, (in coincidenza con l’orario dell’impatto dell’aereo alla torre Sud), si sarebbero scorti gli effetti, o si sarebbero sentiti i rumori delle esplosioni, da parte delle persone che si apprestavano ad abbandonare l’edificio. Una parte dei materiali pericolosi si trovava al piano sotterraneo -1…

Qualsiasi esplosione accorsa, all’interno di WTC6, nei piani fuori-terra, è quindi da doversi necessariamente imputare a dispositivi programmati per la demolizione controllata, fino a prova contraria...

IMPORTANTE:
come asserito nel rapporto della FEMA, i materiali pericolosi, a fine giornata, non risultano abbiano mai reagito… Quindi nulla, dei loro eventuali effetti è attribuibile ai vari danneggiamenti di WTC6, sia prima del collasso della torre Nord e sia dopo…

L’esplosivo programmato per la detonazione, opportunamente collocato, al momento della deflagrazione, ha interessato soltanto i piani fuori-terra, per un danneggiamento graduale dell’edificio. Tale danneggiamento in un secondo momento si sarebbe potuto attribuire “comodamente” al collasso della Torre Nord che, nello scagliare detriti lungo il percorso, giustificasse i danni causati al WTC7, tanto da attribuirne fantasiosamente il collasso di quest’ultimo…

Sarebbe stato il colmo vedere un tetto integro, come quello del WTC5, al WTC6 e riscontrare invece che sulla stessa traiettoria, le macerie in caduta, lo avessero “saltato”, per colpire il WTC7…


“Unbelievably it's completely on the opposite side of WTC 6 from the crumbling north tower! Richard Tomasetti, of Thornton/ Tomasetti Engineers, a company involved in the WTC clean-up effort observed (in the aforementioned PBS documentary); "Most of the debris that damaged the other buildings was pretty much contained within about a block or so off the main plaza of the WTC." But despite this astute assertion, building 7 was apparently damaged so severely that it caught fire, burnt for 7 hours and then just fell in another curiously even, very complete and inferno related collapse (once again, the third of 3 such unprecedented failures that day!).”

In questa vicenda, un dettaglio sconvolge fatalmente le teorie “ufficiali”…
Una demolizione controllata per sua stessa definizione è controllata e dosata, accertata e soprattutto pianificata. Se con una demolizione controllata possono non ravvisarsi effetti collaterali incondizionati e indesiderati, in un’esplosione accidentale e imprevista ciò non è ammissibile, poiché accade in maniera propriamente incontrollata… Un’esplosione incontrollata di quantità d’esplosivo ingenti è una catastrofe.

È oltremodo possibile programmare una demolizione controllata in più tempi. Nel caso specifico nulla osta che, se una demolizione controllata, di un edificio come WTC6, potesse essere eseguita (per esempio) in 6 secondi, si potesse farlo in 2 tempi… a scelta e secondo la necessità più gradevole alla propria bisogna.
Ergo: se con l’impatto dell’aereo alla Torre Sud si fosse scelto di attuare la prima parte della demolizione, nessuno potrebbe mai dire, con certezza ufficiale (!) che, coperto dal collasso della Torre Nord, l’edificio non fosse stato fatto detonare definitivamente…

Sull’immagine del fotogramma della CNN si vede una nuvola di fumo scaturita dal basamento dell’area del WTC, ma la sua provenienza è imprecisabile. La ripresa è avvenuta alle 9:03(in concomitanza col periodo di tempo dell’impatto dell’aereo sulla Torre Sud).

Non è possibile, con altrettanta disinvoltura, ammettere che, nube di fumo ed esplosioni, abbiano la stessa provenienza.

Hanno in comune la loro esistenza e niente di più, fino a prova contraria!

Una foto, attraverso un dettaglio, dimostra quanto le esplosioni che abbiano danneggiato il WTC6, siano da collocarsi tra il momento di avvenuta evacuazione dell’edificio e il crollo della torre Sud.
Lo stesso dettaglio dimostra che WTC6 era coperto dalla Torre Nord (ancora integra e perfettamente in piedi), mentre la Torre Sud collassava implodendo.
L’unico modo per spiegare il suo danneggiamento è una demolizione controllata programmata per avvenire in più tempi. Sempre che non si voglia dimostrare che gli esplosivi contenuti nei sotterranei, esplodendo accidentalmente, anziché distruggere imperfettamente WTC6, ne lascino integri i vetri… e la struttura!

…a questo punto qualche testimonianza ci sarebbe stata, qualche riscontro, qualche rapporto: ma non c’è nulla di simile.

Altre organizzazioni, che si sono occupate nello smontaggio delle tesi alternative, disertano sull’argomento WTC6, non ritenendolo probabilmente degno di nota.
Nella sezione 9/11 del sito http://www.popularmechanics.com/search/, la ricerca di “WTC6” non offre alcun risultato, in merito al seguebte dilemma, idem per “Custom Building”.
E’ un fatto riscontrato: finché non si apportino argomentazioni contrarie in merito a quel preciso particolare, nessuno si spinge a spiegarlo anticipatamente…

Riepilogando:

8.46: - impatto dell’aereo alla Torre Nord
- inizio evacuazione WTC6
8.58: - messa in sicurezza ordinata degli occupanti del WTC6
9.03: - impatto dell’aereo alla torre sud
- ripresa del fenomeno/abbaglio (nuvola di fumo proveniente dal basamento del WTC) della CNN
10.00: - Collasso Torre Sud
- WTC6 risulta essere danneggiato

Il danneggiamento del WTC6, con una certa probabilità, è avvenuto in un orario compreso tra le 9.03 e le 10.00 circa.
Il danneggiamento del WTC6, non ha dovuto alle reazioni dei materiali pericolosi immagazzinati ai piani sotterranei -1 e -6, dichiarazione FEMA.
Una testimonianza riporta l’aver visto e udito flash e “pop”, provenienti dalla fiancata ovest del WTC6, fuori terra e dai piani alti dell’edificio.
Un’altra testimonianza ammette la via di fuga attraverso i garage, nel momento in cui l’aereo impatta la Torre Sud
Alla luce dei seguenti fatti, così come documentati, le testimonianze e la FEMA risultano essere sostanzialmente in accordo sul fatto che il fenomeno non abbia interessato reazioni di materiali pericolosi stivati nei sotterranei dell’edificio, peraltro rimossi facilmente e senza difficoltà dopo il collasso della Torre Nord.
Non è possibile tacere deliberatamente l'esistenza di cariche esplosive opportunamente predisposte per fare saltare il WORLD TRADE CENTER che oramai si delinea essere l'unica spiegazione plausibili ai fatti tragici di quella mattina dell'11 settembre del 2001.

venerdì 7 dicembre 2007

Distanze dei detriti: 9/11 Science Report

9-11 SCIENCE REPORT
By Dr. Stefan G. E. Grossmann




La descrizione dei danni della Zona 3:



"Damage Description: Scattered items of smaller debris and wind-blown missiles could cause
damage by falling on roofs and breaking windows. Deep dust of 0.5 inches (10mm) is possible
within this zone, resulting in mechanical damage (e.g. clogging to air conditioners) and damage to equipment and finishes. Electrical power outages, lasting at least 5 days, extend into this zone.
Media reports also suggest that building damage extends into this zone, although the frequency and severity of the damage will only emerge with full professional surveys."


sabato 24 novembre 2007

WTC: sistema sequenzale esplosivo interno

"Twin Towers were built with a sequenced internal explosion system. This is legally required in areas where buildings are congested in order to ensure symmetrical collapse when the building ages and is condemned and has to be demolished. "

martedì 20 novembre 2007

Non solo "bojinka": "The Perfect Terrorist Plan"

La mattina dell’11 settembre 2001 si stavano effettuando diverse esercitazioni militari negli Stati Uniti. Alcune di queste esercitazioni, si svolgevano sullo sfondo di uno scenario immaginario, premessa di un ipotizzato pretesto per una reazione, a una minaccia in corso.
Questi scenari, tra quelli impostati e studiati a tavolino per preparare la Nazione ad eventuali pericoli da parte di potenziali nemici provenienti da cielo-mare-terra, hanno come oggetto la verifica dell’efficacia di risposta al pericolo della difesa nazionale americana…

S’è “saputo”, dalla versione ufficiale, che l’avvicendamento simultaneo di queste esercitazioni avesse procurato, in seno al controllo del traffico aereo militare e civile, una grave defaillance gestionale della situazione incombente…

Dal resoconto ufficiale dei fatti: due aerei si schiantarono sulle torri, un aereo impattò sul Pentagono e un altro cadde in Pensylvania.

La responsabilità di questi atti venne attribuita a 19 “terroristi” islamici, armati di “box-cutters” che, impadronitisi dei comandi degli aerei, li dirottarono sugli obiettivi anzidetti. Gli aerei civili vennero utilizzati come armi (l’aereo caduto in Pensylavania, dal resoconto della V.U., grazie ad un atto eroico dei passeggeri, dopo uno colluttazione con i “terroristi”, si schiantò al suolo…).

L’operazione dei “terroristi”, venne intesa dai media, come pianificata da diverso tempo. La stessa operazione oggi viene travisata dai “debunkers” italiani come evoluzione di un’operazione terroristica, eventualmente precostituita, denominata “Bojinka”.

Il link in seguito cita un post in merito, ad opera di John l’”esperto”, “debunker” italiano:

In seguito riporto le conclusioni dell’autore:

“Al di là di esse, questo spunto è occasione per approfondire la conoscenza di un progetto terroristico che rappresenta una tappa fondamentale del percorso che ha portato dall'attentato al World Trade Center del 1993 agli attacchi dell'11 settembre 2001.”

“L'attentato del 1993 al World Trade Center era stato un discreto successo, le prove generali dell'operazione Bojinka avevano avuto buon esito.”

“…la scoperta del piano Bojinka indusse aeroporti e compagnie aeree a introdurre nuove tecnologie per rilevare sostanze esplosive e relativi detonatori.”

“KSM, con tutta evidenza, maturò allora il proposito di utilizzare una strategia del tutto diversa. L'utilizzo di piloti addestrati in USA e di dirottatori imbarcatisi come normali passeggeri, destinati a prendere il controllo di normali aerei di linea utilizzando semplicemente la forza fisica e gli strumenti che era possibile portare a bordo, consentiva di superare tutti i problemi legati all'uso di esplosivi o alla necessità di portare con sé vere e proprie armi.”“L'11 settembre non è stato l'attuazione di un piano già contemplato dall'Operazione Bojinka ma ne ha rappresentato una diabolica evoluzione.”

Relativamente al post, molto articolato e arricchito da links che rendono l’idea della storia dell’operazione “Bojinka”, l’intento dell’autore è quello di indurre il lettore a ritenere “Bojinka” un primordio della sua forma più evoluta, intravista, a suo dire, negli atti del 9/11.

Conscio del fatto che “Bojinka” vedesse uno scenario in cui 11 aerei dirottati fossero fatti esplodere in volo, l’operazione utilizza di fatto aerei come armi.

L’operazione “Bojinka” ha vistose similitudini con gli atti intrapresi quella mattina dell’11 settembre.

Ma l’operazione “Bojinka”, non è per nulla eguale allo scenario di quel giorno tragico.

I think-thank, ripartiti, solo negli Stati Uniti, tra una sessantina di organizzazioni governative e non governative, hanno un unico compito: immaginare, sviluppare, studiare, simulare, approfondire ritorsioni, reazioni e risposte scaturite da un ipotetico scenario inventato.

Spesso e volentieri la costituzione dello scenario, nella realtà dell’ipotesi addotta, è presupposta essere, in fase di sua eventuale attuazione, opera del Governo, come per esempio nell’operazione “Northwoods”:

Nell’operazione “Northwoods”, si auspica la creazione di un incidente aereo in acque internazionali, nel territorio di mare compreso tra Florida e Cuba, dove la responsabilità dell’abbattimento di un aereo civile americano, viene attribuita a un MIG cubano, all’uopo preparato utilizzando un F-86 “Sabre”, per tutto simile al suo concorrente MIG-15 sovietico… (…allora in USA si trovavano anche MIG 15, 17 e 21 originali)


I particolari, riscontrabili nel link sopra, descrivono il ritrovamento dei detriti dell’incidente, nonché la preparazione del finto attentato e l’attribuzione della responsabilità dell’atto al regime di Cuba, tramite l’opera dei giornali e della televisione.

Le similitudini di quest’operazione-scenario sono molte in relazione agli accadimenti del 9/11, ma come per “Bojinka”, non c’è nessuna eguaglianza con i fatti in questione.

Posso dire di intendere l’operazione “Northwoods” come antesignana dei fatti di New York.
E altrettanto riscontrare similitudini tra “Northwoods” e “Bojinka”.

Anzi per assurdo, estremizzando, potrei anche immaginare, nel caso scambiassi la paternità delle due operazioni, il risultato non cambierebbe…

Ed entrambe le operazioni, subendo un’evoluzione, sarebbero potute essere considerate genitrici di un’operazione perfetta:

“The Perfect Terrorist Plan To Level The Twin Towers”
(su google, 449.000 risultati)

Stiamo parlando di un piano-scenario “ipotizzato” e solo nel titolo della descrizione di questo piano troviamo 3 eguaglianze per tutto attinenti, con il disastro di New York:
- Matrice terrorista
- Radere al suolo un edificio
- L’oggetto dell’attentato: le torri gemelle

Se ciò fosse attribuito ai “terroristi” islamici, non ci sarebbe da spaventarsi più di quanto già non lo siamo, ma ideatori di questo piano non furono i “terroristi” islamici.

Dalla testimonianza di McNiven:

Il piano prende forma nel’76, cioè poco tempo dopo che le Twin Towers fossero state edificate.

Lo “scenario” viene commissionato al:

C-Battery 2/81st Field Artillery, U.S. Army, Strassburg, Germany in 1976

Il comandante in capo, dell’ordine commissionato, era Lt. Michael Teague.

“…specifically devised the scenario of the Twin Towers being leveled by Middle Eastern terrorists using commercial airliners and even plastic box cutters to bypass security.”

- Terroristi mediorientali
- Aerei commerciali
- “box-cutters”, per eludere la sicurezza aeroportuale…

Da queste poche righe sopra riportate ci sono 6 eguaglianze riscontrate con i fatti realmente avvenuti.
Nel 1976 il comandante della CIA era Bush senior, mentre intorno al presidente Ford, Rumsfield e Cheney costituivano il braccio operativo della Nazione. Bush senior, attraverso suo figlio, Cheney e Rumsfield, oggi, come nel 2001, sono ed erano alle redini di quella potenza che trent’anni fa pianificava un auto-attentato, per avere un pretesto d’invasione nei confronti di un paese “nemico”.

Nell’affidavit di Timothy Stuart McNiven, viene riportata la descrizione del piano:

McNiven si ripromise che qualora avesse riscontrato l’attuazione del piano, avrebbe reso pubblico l’avvenimento di cui prese a far parte all’epoca:

"I was given the direct order that if the Twin Towers were ever attacked the
way we discussed in the 1976 study, I was to do everything in my power to
bring the similarities to the attention of the American people.”
(McNiven)

Tuttavia la logica dei fatti presentati induce a farsi delle domande. Facendo una comparazione con gli atti del 9/11, “The Perfect Terrorist plan” attribuisce nettamente una responsabilità direttamente a CIA e DoD, per cui i personaggi succitati, si trasformano immediatamente in colpevoli responsabili.
Bisogna ammettere che McNiven non da adito a dubbi, in fatto di responsabilità, per cui se da una parte scopre e toglie veli, dall’altra chiude un cerchio in una maniera altrettanto velatamente forzata.

Se la “mente” degli atti del 9/11, fosse da considerarsi (in maniera riduttiva), Ceney, Rumsfield e Bush, non si spiega quale egoistico interesse, oltre quello di accumulare immense ricchezze, possa averli spinti alla rappresaglia, alla devastazione, all’assassinio, alla guerra ad oltranza, alla destabilizzazione di equilibri Regionali, alla destituzione di Governi ecc…

Ci sono indubbiamente altri scopi, dietro la vicenda del 9/11, che non sono solo quelli della ricchezza e non sono riconducibili a questo famigerato trio, evidentemente, “burattino”…
Di contro, la stessa testimonianza di Mc Niven, sebbene utile, deve essere presa con le "pinze", poiché strumentalizzarla per additare una colpevolezza unica sarebbe semplicistico e riduttivo.

Inoltre per radere al suolo le TT, non era possibile il solo impatto degli aerei, per cui doveva essere esistito un metodo “sicuro”, per l’ottenimento dell’effetto sperato, con una certa infallibilità.

Altre testimonianze in tal senso esistono.

La testimonianza di Paul Laffoley è linkata qualche riga sotto, mentre per sapere un po’ più di lui, da (…casalinga!) wikipedia:

“...Laffoley worked for 18 months on design for the World Trade Center Tower II (floors 15 to 45) with Emery Roth & Sons under the direction of architect Minoru Yamasaki. Following his suggestion that bridges be constructed between the two towers for safety, he was summarily fired by Yamasaki and returned to Boston.”
Sviluppatori del progetto del WTC erano stati i fratelli Rockfeller: Nelson e David (così vennero anche chiamate le due torri).

L’appalto di costruzione venne concesso a:

“Bin Laden Construction Company, working for Minoru Yamasaki on the WTCs, during the building construction (1966-1973)”

In quei giorni, tra i ponteggi delle impalcature, si poteva assistere a conversazioni simili:

- "Where would you put demolition devices?"
- "Well, I'm not really an engineer, but I'm curious to know [laughing] why, why would you put things in to demolish it, when it's not even built?"
- Then he replied "Well, that's the way things are going now." Here's why.
Di seguito l’ intervista a Paul Laffoley di Mike Hagan
http://www.mikehagan.com/2012/mp3/021207_PAUL_LAFFOLEY.mp3
(Comincia a parlare dell’argomento intorno al 35°mo minuto)

Nell’intervista si sente parlare di metodologia di assemblaggio degli elementi della struttura del WTC: questi elementi… non venivano saldati!

“The WTCs were created simply for the Rockefeller desire of destroying them.”

Mentre a quanto si legge nel link successivo, installare cariche esplosive negli edifici in costruzione all’epoca, era una sorta di norma…

EXPLOSIVES PLANTED IN WTC AT TIME OF CONSTRUCTION BY BIN LADEN CONSTRUCTION

“…all buildings in NYC being fitted with charges for demolition at the time they were built…”


La scuola americana specializzata in demolizioni, venne chiusa… e ne prese il controllo dell’edificio velocemente, un team governativo, che s’incaricò di annientare diversi documenti (non si sa, con esattezza, quali documenti ridussero in striscioline con tanta fretta…)

UPDATE - WORLD TRADE CENTER BOMBING - September 11, 2001

A special State Department Internal Security team from the political liability control office was inserted quickly after the incident into the Redstone Arsenal in Huntsville Alabama.

The Demolition School has been shut down, and they are SHREDDING DOCUMENTS as we speak. As a matter of fact they have made an EMERGENCY REQUEST to the Department of Defense for MORE SHREDDERS.

It is technically run by US State Department employee Ray Funderberg, who's been covertly in charge of it for about twenty years.

“As long as we can keep "foreign terrorism" alive, everyone benefits -- the Department of Defense, the CIA, Department of State, the National Security Agency and many others. They can all ask for more money in their budgets by pointing to the "terrorists”.”

Certo collegare tutte queste vicende, che trovano sempre una giustificazione… “ufficiale”, sebbene superficialmente, porta a delle conclusioni che non lasciano spazio a dubbi… Inoltre le coincidenze del verificarsi dei fatti, gettano ombre, ancor più di quante non ce ne fossero già, sul resoconto della Versione Ufficiale.

Il “Perfect Terrorist Plan”, allorchè commissionato all’equipe di cui sopra, da parte del Department of Defense e supervisionato dalla CIA (mandato di Bush padre… ’75-’77), ebbe come scopo ufficiale quello di verificare la risposta, in termini di sicurezza e reazione, da parte della Nazione… Nonché provare la difesa in caso di errori!

Ma nel piano era anche minuziosamente indicato in quale modo, senza pistole o esplosivi, i dirottatori avessero potuto prendere il controllo della cabina di pilotaggio dell’aereo: di questo dettaglio se ne occupò proprio McNiven, come da lui testimoniato nell’”affidavit” di cui al link sopra.

L’idea del tipo d’arma-deterrente, capace di catalizzare la paura dei passeggeri in volo, fu riconosciuto e apprezzato attraverso l’eventuale utilizzo di “box-cutters”, con i quali si sarebbe potuto tranquillamente eludere la sorveglianza della sicurezza aeroportuale al momento dell’imbarco, in quanto passavano, senza problemi, il metal-detector del chek-in…

Anche se poi le agenzie di sicurezza aeroportuali, nella realtà, erano di “casa”…

McNiven decise di inserire nel piano di dirottamento, un’arma da taglio del genere, come offensiva, poiché lui stesso aveva potuto ammirarne l’effetto della visione del sangue, su un gruppo di persone, dal momento in cui con i propri occhi, poté assistere ad una colluttazione tempo addietro.

Il controllo del reparto passeggeri della cabina dell’aereo si sarebbe potuto ottenere uccidendo una o due persone, controllando poi, le reazioni degli altri, con bombolette spray urticanti…
Questo piano viene anche indicato come “updated Northwoods”, voluto, richiesto e commissionato da Bush padre.

Quale fu il vero scopo del “Perfect Terrorist Plan”, se non quello di: ipotizzare, formulare, simulare, giustificazioni e attenuanti credibili agli occhi dell’opinione pubblica, all’indomani della messa in opera della tragica sceneggiata (…televisiva!)?

Nel momento in cui si immagina l’esistenza di uno scenario, in funzione di un avvenimento, è lapalissiano che altre conclusioni convengano assieme al determinato scopo raggiunto.

Nel piano di 30 anni prima, i “terroristi” si impadronivano del comando del velivolo con “box-cutters”, 25 anni dopo, nella “realtà”, i “terroristi”, si sarebbero impadroniti del velivolo con “box-cutters”!

In “Northwoods”, resti di F-101 si sarebbero dovuti trovare in mare a 20-25 miglia dalle coste cubane, nel settembre 2001, un giubbotto di salvataggio venne ritrovato sul tetto del palazzo di fronte alle torri, insieme ad altri detriti tutti sparsi intorno!

Come in “Bojinka”, venivano utilizzati aerei commerciali come armi, il 9/11 quattro aerei di linea fecero ciò che gli era stato chiesto di fare…

Si potrebbe ritenere la testimonianza di McNiven un falso, ma dall’”affidavit” scritto di suo pugno (con l’elenco dei suoi colleghi) e la sottomissione al test della macchina della verità, questa possibilità è da escludersi:

“To silence critics, McNiven has successfully passed a credible lie detector test regarding his participation in the study as well as other specific orders given to him by his superiors in case of a real attack on the Twin Towers.”

E’ da notare che lo stesso “gruppo”, ossia il “famigerato trio burattino”, così era nel ’76, così è oggi.

Dei tre McNiven dice:

“…the whole 1976 team were put into power once more through Bush family appointments: baby Bush appoints his father's 1976 friends to power once more: Cheney (Bush Senior's Secretary of State for the Gulf War I, Halluburton connections, and Cheney was Ford's 1976 Chief of Staff), Rumsfeld (appointed Secretary of State in 2001, was appointed Secretary of State in 1976 for appointed Ford as well...), and appointing George W. Bush (a proxy for his father coming back into power from his "interrupted" 1976 CIA Directorship), and the appointing of another GHW Bush right hand man, Meuller, as FBI director. Then they were set to unleash their hit on the United States.”

"I have no idea why they changed their minds, but I was then emphatically told that this order was never to be rescinded - never - because those who would rescind it, would be the very same people who turned against the American people."

"There were also people from the Defense Department and the CIA who were monitoring the study, but I wasn't able to get their names"

(McNiven)

Fino a questo punto si sono raccolti dati che, come variabili di un’ipotesi, confermano una possibilità che le cose non siano andate esattamente come dice la Versione Ufficiale.

Riassuntivamente:

- “The Perfect Terrorist Plan”, è un piano escogitato nel ’76 da Bush padre. Questo piano prevedeva l’utilizzo di aerei civili, dirottati da terroristi islamici armati di “box-cutters”, impattanti le torri gemelle, che come effetto ultimo crollavano inesorabilmente al suolo.

- Durante la costruzione del WTC, Paul Laffoley, in qualità di co-architetto, si sente chiedere da un addetto ai lavori, dove voleva che si installassero le cariche esplosive (al link sopra l’intervista)…

- Lo stesso trio che si aggirava dietro le quinte del Governo Americano di allora è, oggi, ancora al comando.

- “The Perfect Terrorist Plan”, è stato commissionato da Bush, nel periodo del suo mandato come capo della CIA dal ’75 al ’77, il piano è anche indicato come “Updated Northwoods”.

- Le Twin Towers vennero ultimate nel ’73, di conseguenza le cariche esplosive sarebbero duvute essere già state piazzate per allora…

- Ne consegue che “The Perfect Terrorist Plan”, dovesse essere un piano a sostegno di un progetto precedente, avente come oggetto un auto-attentato da attribuire al terrorismo islamico per un pretesto ad una imminente eventuale invasione nei confronti di un paese mediorientale…

- Molteplici sono le eguaglianze di attuazione tra “The Perfect Terrorist Plan” e I fatti dell’11 settembre 2001

- Scopo ufficiale pubblicizzato del PTP (Perfect Terrorist Plan), è quello di provare la risposta e verificare gli errori della sicurezza: in realtà sono state enunciate giustificazioni plausibili ai fini dell’impadronimento di aerei commerciali da parte di ipotetici “terroristi” islamici, per meglio plagiare la reazione dell’opinione pubblica, attraverso i media…

Per meglio approfondire la vicenda che lega il WTC alla demolizione controllata è bene anche conoscere l’esistenza di un altro progetto che vedesse lo smantellamento del WTC, durante il mandato presidenziale di Bush padre:

“The Bridgeways Project”
(su google 66 risultati [rel. WTC])

Come già detto nei post precedenti, WTC era già obsoleto al momento della consegna, non solo, problemi dovuti alla corrosione galvanica, alla presenza di amianto nell’ impianto anti-incendio, lo resero inviso all’Autorità Portuale, in termini di costi di manutenzione. Ciò non bastante, le Twin Towers erano identificate come “giant money loser”, ogni anno Port Authority perdeva tra i 10-15 milioni di dollari, nonostante gli immensi incassi scaturiti dalla locazione degli spazi direzionali…

Tom-Scott Gordon, era uno dei fotografi ufficiali dello studio tecnico che aveva progettato il World Trade Center. Gli venne dato il compito di fotografare le torri, tenendo come riferimento oggetto del reportage commissionato, la relazione alla vicinanza degli edifici circostanti.

“My assignment was: "To photograph Both of the Towers in their contextual situation. Not just the buildings, but especially how they 'fit' with the neighborhood, including 1-point perspectives of every adjacent structure." Roth had, "been in contact with the property management personnel that this would directly concern."”

La motivazione che ricevette Gordon in merito a tale studio, fu che bisognava erigere impalcature su tutte e due le torri, garantendone l’incolumità e la sicurezza delle persone e degli elementi circostanti:

Their stated objective was; "to encircle the entire twin-structure with scaffolding, to insure the safety of pedestrian traffic during the complete de-commissioning of the towers."

Tradotto: “Dichiararono che il loro obiettivo fosse: “circondare l’intera struttura delle torri con impalcature, garantendone la sicurezza del traffico pedonale durante il completo smantellamento delle torri”.”

Uno degli altri due fotografi indicati sotto, dopo il 9/11, è stato oggetto di un’attenzione insolita:

My girlfriend would ask: "Who's that guy?" - "Who are those two guys following us?" They were the same two photographers, "assigned to supervise the clean-up operation for FEMA", - Jim Chestnutt and Kurt Sonnenfeld.

Alla fine dello studio commissionato, Gordon, si inserì nella riunione di chiusura dell’equipe e ascoltò l’”oratore” dire:

"Each of you were called here to sign an affidavit of non-disclosure. None of the information from our project can find it's way into the public-eye. Absolutely nothing that we have learned from this project can be revealed to the public because it is potentially damaging to our client. …”
“You are All terminated from this project effective immediately! This means you need to clear your desks and surrender all of your files by the end of the day. I will assist you in getting these papers into the archive cabinets so we can give them to the owners for safekeeping."

Gordon nel suo affidavit rende noto che:

The building was bid at $750.M, and cost$1.2B to build. It was worth about $4. to $5.B at its peak., but, would have cost nearly $15.B to un-build it in 2010 dollars, or as it neared its 1/2 'safe' life. Obviously, it was Imploded, because there was never going to be a 'break-even' point for either, the current, or future owners!

E inoltre:

"The owners were fully aware of the problem and had been given the ultimatum that they could not 'implode' the buildings. They received the report stating that: Decommissioning was required by the EPA by no later than 2007, at a projected cost of $20.B"

Silverstein sapeva, in termini di spese di smantellamento, quanto sarebbe costato se le torri fossero state ancora in piedi… Ma, a conti fatti, il nuovo complesso costa quasi la metà, rispetto al costo di recupero delle due torri.

Queste tre testimonianze:
- Timothy Stuart Mc Niven
- Paul Laffoley
- Tom Scott Gordon
apportano, senza dubbio, altri dati in relazione agli atti del 9/11. Dati che relazionati sostengono fortemente una responsabilità non certo di matrice terroristica islamica.

Molti sono gli argomenti qui enunciati, per i quali è possibile fare ulteriori approfondimenti, come nel caso in cui sopra, si fa riferimento ad uno …special State Department Internal Security team, from the political liability control office, inserted quickly, after the incident into the Redstone Arsenal in Huntsville Alabama.

Da chi venne inserito questo “team”, se non dal Governo degli Stati Uniti, grazie all’emanazione di un ordine esecutivo datato… 1976

Executive Order 11921

Adjusting Emergency Preparedness Assignments to Organizational and Functional Changes in Federal Departments and Agencies

June 11, 1976

“…develop emergency plans and programs, and emergency organizational structures required thereby, as an integral part of the continuing activities of the United States Information Agency on the basis that it will have the responsibility for carrying on such programs during an emergency”

Un altro fatto sconvolgente, in relazione alla costruzione delle Twin Towers, fù la modalità stessa di costruzione, utilizzata dal progettista architetto Yamakasi, strettamente collegata alla sua demolizione, una volta costruite.

The Pruitt-Igoe di St Louis era un complesso di 33 edifici di 11 piani… progettato da Yamakasi, rappresentava l’aiuto statale nell’edilizia cittadina. Il complesso venne demolito nel ’72, per abbandono e venne dichiarato un disastroso fallimento dell’edilizia americana.

“The World Trade Center was designed by architect Minoru Yamasaki. It was not the only one of his buildings to be destroyed. On July 15, 1972, the massive Pruitt-Igloe public housing project in St. Louis, Missouri was imploded by demolition experts. Destroyed at just 17 years old, the Pruitt-Igloe houses were called by the mayor, "a complete and colossal failure." Unfortunately, the World Trade Center had already been built by the time Yamasaki's incompetence was discovered.”

“When the project was built in 1955, Pruitt-Igoe's experimental high-rises earned Yamasaki several prestigious awards and a laudatory article in Architectural Forum. By the time it was dynamited seventeen years later, the project had become an internationally recognized synonym for catastrophic urban design. Yamasaki himself confessed that the project was "one of the sorriest mistakes I have made in this business." But the architect disclaimed responsibility for the shortcomings of his design, since 'social ills can't be cured by nice buildings.'”
(Eric Darton, “Divided we stand”)

Lo stesso World Trade Center , nella figura delle Twin Towers, poteva nascere soltanto come un fallimento, data l’immensa grandezza e la sua relativa inutilità, per il conseguente inutilizzo. Già dal ’77 il WTC non era così commercialmente richiesto come spazio direzionale, per diversi difetti intrinseci. E dal momento della sua creazione non ha mai avuto una collocazione globale dei suoi spazi. Tanto che il maggior affittuario dei suoi uffici era Port Authority NYNJ. Non solo l’eccessiva abbondanza di spazio direzionale non utilizzato, faceva crollare i prezzi e di conseguenza la zona, commercialmente parlando, si svalutava…

Anche nel 2001, il problema, non solo rappresentato dalla carenza di qualità urbanistica indotta del complesso, era proprio quello dell’impossibilità di affittare tutti gli spazi all’interno delle due torri.

Built to be pulled!

- “The Perfect Terrorist Plan” è un piano che ipotizza l’esatta attuzione dei fatti del 9/11, così come pubblicati dalla Versione Ufficiale, grazie alla testimonianza di McNiven.

- “The Bridgeways Project”, era uno studio della fine degli anni ’80, che prevedeva l’abbattimento civile delle torri... ma coincidentemente, grazie alla testimonianza di Gordon, si conobbe l’esatta sistemazione delle macerie in caso di “implosion”…

- La testimonianza di Paul Laffoley, determina l’utilizzo di cariche esplosive al momento della costruzione delle Twin Towers.

- La progettazione del WTC venne affidata ad un architetto con una storia fallimentare e una demolizione alle porte…

L’attentato del ’93 non può ritenersi “un’operazione ben riuscita”, se non solamente nel caso in cui, avesse potuto offrire un avvenimento che, insieme alla strage di Oklahoma, Tanzania, Sudan e l’incrociatore attaccato nell’Oceano Indiano, regalasse un “curriculum vitae” credibile e di tutto rispetto ad Al Queda, per meglio impressionare l’opinione pubblica mondiale, dando risalto alla sua potenza infallibile, scatenando una dovuta guerra preventiva.

L’attentato è analogamente collegato alla distruzione del WTC, nonché alla responsabilità diretta dell’FBI che conosceva in anticipo l’evolversi dei fatti… senza fare nulla.

domenica 18 novembre 2007

Interrogazione in demolizione controllata: 10!

"Terroristi", studenti della scuola per demolizioni in Alabama...
FAIRFAX COUNTY, Va. (Wireless Flash) – An intelligence expert in Fairfax County, Virginia, believes clues to the World Trade Center and Pentagon attacks may be found in Huntsville, Alabama. Retired Navy Lt. Cmdr. Al Martin claims the U.S. Army’s Redstone Arsenal base in Huntsville trains soldiers, spies and agents who work for countries hostile to America. Martin doesn’t know if Osama Bin-Laden was a student at Huntsville, but claims Palestinian soldiers have enrolled and one Afghan man named Mohammed Habib attended under the name of “Swedish Colonel Sven Larssen.” Why would Uncle Sam let known terrorists attend “Demolition U.”? Martin claims it’s because the terrorists’ actions are “good for business,” and ensure lots of federal funding for military defense. Redstone Arsenal officials weren’t available for comment because – according to the base’s website – the base is closed until further notice.
Thu 09-13-01

WTC: appalto rimozione amianto

My information comes from a Port Authority employee who supervised the removal." Just to add a bit more complication, a web search reveals a relatively recent Sept. 12, 2000 entry from the Port Authority's Construction Advertisements Archive in which the authority solicits sealed bids for ongoing "Removal and Disposal of Vinyl Asbestos Floor Tiles and Other Incidental Asbestos-Containing Building Materials" at the WTC, with bids due October 17, 2000.

sabato 17 novembre 2007

martedì 13 novembre 2007

FBI: WTC, primo attentato...

A quanto sembra non sono nuovi a certi complotti...

Allegations of FBI foreknowledge

In the course of the trial it was revealed that the FBI had an informant, a former Egyptian army officer named Emad A. Salem. Salem claims to have informed the FBI of the plot to bomb the towers as early as February 6, 1992. Salem's role as informant allowed the FBI to quickly pinpoint the conspirators out of the hundreds of possible suspects.
Salem, initially believing that this was to be a sting operation, claimed that the FBI's original plan was for Salem to supply the conspirators with a harmless powder instead of actual explosive to build their bomb, but that the FBI chose to use him for other purposes instead. [4] He secretly recorded hundreds of hours of telephone conversations with his FBI handlers; reported by Ralph Blumenthal in the New York Times, Oct. 28, 1993, secton A,Page 1.

http://www.bcrevolution.ca/big_picture_glance.htm

domenica 11 novembre 2007

Demolizione

Il core crolla prima, come il locale caldaie nel WTC7. Da sinistra a destra l'antenna si abbassa in funzione dell'appoggio che viene a mancare progressivamente...

sabato 10 novembre 2007

Silverstein: un'affare... da smantellare! ...ma un'affare se demolito...


"Asbestos fibers are inhaled through the bronchial tubes to the bronchioles and are embedded in the alveoli. Exposure to elevated levels of these microscopic fibers has been linked to lung cancer and other serious health problems such as asbestosis (excessive scar tissue on the lungs that restricts breathing) and mesothelioma (cancer of the lining of the chest cavity). The odds of getting asbestos-related illness increase with the level and duration of exposure."



http://www.plu.edu/~safety/safety-guidelines/asbestos-information.html
"“There is no such thing as a ‘low level of asbestos’. Bulk samples, by Federal law, either are (>1%) or are not (<1%)> Bottom line, the EPA failed to perform its duties in regards to 9/11 and actively encouraged people to enter an unsafe area containing hazardous materials. As anyone working in the asbestos industry, Torin wanted to land the contract to clean the asbestos in the World Trade Center, “We all wanted the contract – you could clean a small section, sell the contract, and retire.” It was known in the industry as basically a goldmine of an asbestos abatement job, a contract worth over 3 billion dollars. Instead, the owner of the World Trade Center complex, “Lucky” Larry Silverstein actually made billions through insurance purchased before the towers destruction."
"White House ordered false assurances on air quality, report says"
"Furthermore it has been the Bush Administration that has PURPOSEFULLY blocked millions in health compensation programs for ground zero workers and continuously attempted to stonewall the issue because to do otherwise would be an admission of responsibility for exposure to harmful substances after the government had already given the all clear. It has been the Bush administration that has allowed 9/11 heroes to die while at the same time disgracefully using the event as a cart blanche excuse for their own criminal actions at home and abroad"
"A 2004 report by the Sierra Club however detailed gross malfeasance by EPA, FEMA, and the Occupational Safety & Health Administration (OSHA) and then suggested a cover-up of the public health hazards of Ground Zero ensued."

mercoledì 7 novembre 2007

WTC: prima e dopo.


Prima:


Dopo:

Silverstein: "...ma quale obbligo???".

Grazie a Henry62, che in questio giorni riporta le sue ragioni in merito al fatto che Silverstein avesse un obbligo, anziché un diritto, di ricostruzione del WTC, si deduce l’ingannevollezza delle affermazioni di Silverstein, nonché l’inattendibilità delle sue testimonianze… o correzioni.
A riprova di ciò, Henry62, accorso in difesa delle informazioni erronee di un post scritto da John, riporta dei link:

“Mr. Silverstein has complained in recent weeks that despite his legal obligation to rebuild the trade center he has been shut out of the planning process…”

“Silverstein's lease requires him to rebuild the World Trade Center, a job that the state of New York recently estimated would cost $8.2 billion”
In maniera non chiara si rimanda ad una richiesta di ricostruzione, secondo leasing…

“…who is contractually obligated to rebuild the lost office space”

Sotto c'è il quarto link mandato da Henry62, dove riporterebbe obbligo… e invece, ridicolamente porta diritto.

"He has the legal rights to develop the site. What's more important is that Larry has made numerous commitments to the public and the governor and each time he has been able to meet those commitments."

Henry62, avrebbe anche potuto riportare alcuni link dove in prima persona, Silverstein “ammette” di essere obbligato a ricostruire, come per esempio questo:

"I am obligated to rebuild," he says

…o questo:

''I am obligated by my lease to pay rent for 99 years, I am obligated to rebuild, and I have the money to rebuild…''

Silverstein, come risaputo non è né più, né meno, che uno speculatore immobiliare ad alti livelli. Ciò comporta, nell’ambito dello sviluppo urbanistico di un sito qualsiasi, un atteggiamento, sia nei confronti delle autorità e sia nei confronti dell’opinione pubblica, all’”altezza” della situazione. Questo atteggiamento si può riassumere in un detto molto semplice: “Buon viso a cattivo gioco”.
Ogni speculatore immobiliare, ha questo atteggiamento, i giornali ne sono pieni di notizie in merito…
Subito dopo gli atti terroristici del 9/11, già due giorni dopo, Silverstein, cominciò a prendere contatti con le assicurazioni, per l’indennizzo. Il risarcimento come ben si sa sfociò in una causa, per il singolo/doppio evento.
Le clausole del leasing, da lui patteggiate con Port Authority, ad oggi, sono private, anche se a mio avviso, questo sarebbe un controsenso, in quanto sarebbero dovute essere pubbliche fin dalla loro stesura sul contratto, poiché parlasi di un organo pubblico cedente diritti a terzi…
Quale potrebbe essere lo scopo di Silverstein nell’affermare inizialmente un obbligo di ricostruzione? I “terroristi” avevano appena abbattuto le torri gemelle e New York era nel caos totale… Un affermazione così, non può che rendere “vittima” Silverstein ancor più di quanto non lo sia, ma nel contempo desta anche disprezzo nei confronti di coloro che hanno colpito il “sogno americano”, nel suo ingranaggio vitale: il capitalismo. L’affermazione dell’obbligo a ricostruire, richiama anche i doveri degli assicuratori, sensibilizzandoli nel loro dovere di risarcire ”il danneggiato”, ancor di più di quanto non dovessero farlo in seguito, con la farsa della causa.
Nessuno è andato a chiedere a Silverstein sul perché in un primo momento avesse detto che fosse obbligato a ricostruire, probabilmente perché chiunque è memore delle giustificazioni addotte dallo stesso, sul “pull it”…
Fatto sta che Silverstein, nella diatriba che lo vede in “lotta” con Port Authority, reclama in prima persona il diritto di ricostruire:

“Mayor Bloomberg insists that developer Larry Silverstein, who owns the right to rebuild the World Trade Center, can't afford to do so.”

“Legally, the developer has the right to rebuild. But financially, he needs the Liberty Bonds to do so.”

E se ne comprendono i motivi, se fosse stato legalmente obbligato, ciò avrebbe gettato dubbi maggiori nella logica di funzionamento degli atti, non permettendo inoltre di attingere ai fondi governativi. Questi fondi, come già detto in un post precedente, gli hanno permesso già di liberare il vecchio WTC7, demolito, dal mutuo, nonché completare il nuovo e infine: pagare un mutuo a tassi irrisori.

“Owing to the 99-year lease he signed on the World Trade Center six weeks before the Sept. 11 attacks, Mr. Silverstein has the right to rebuild the site.”

Il Real estate Journal parla di diritto, in funzione di una spigazione dell’assegnazione di 3,4 miliardi di dollari per la ricostruzione di WTC…

"The leases "expressly contemplate" that his group has the right to build "substitute buildings," he said, if the complex was destroyed and it wasn't "feasible, prudent or commercially reasonable" to rebuild the old towers."

Questa clausola, già riportata proprio a scanso d’equivoci in un mio post precedente, richiama espressamnte il diritto di Silverstein a ricostruire, così come contemplato nel contratto di leasing.
Se leggiamo quello che sta scritto sopra questo spezzone, si evince che Silverstein, qui nel ruolo della “vittima”, espressamente vanta un proprio diritto acquisito:

"He wants to be cooperative, but he also wants to be paid attention to," says a person close to Mr. Silverstein's side. In the letter, Mr. Silverstein pointedly cites the lease documents his group signed with the Port Authority of New York and New Jersey, the complex's owner, in July 2001, weeks before the terrorist attacks that destroyed the Twin Towers

Non deve poi sorprendere se le recensioni in merito, parlano di diritto e non di obbligo di ricostruire:

“Explicitly included in the agreement was that Silverstein and Westfield ‘were given the right' to rebuild the structures if they were destroyed."

http://transcripts.cnn.com/TRANSCRIPTS/0208/31/cp.00.htmlhttp://www.currentissues.tv/Rupert%20Murdoch.htmlhttp://www.wtc.com/news/rebuilding-ground-zerohttp://www.hudsoncity.net/tubes/rebuildingplans.html(anche la, da John indicata, "casalinga" wiki, riporta diritto ["right"]http://en.wikipedia.org/wiki/Larry_Silverstein)Se mai di obbligo si parli, è come descritto da parte della Port Autority nei confronti di Siverstein, nel primo link... obbligo morale!

Non era neanche l’unico diritto quello della ricostruzione, infatti nel leasing era concesso un aumento delle superfici commerciali pari al 30%...

“Silverstein and Westfield were given the right to rebuild the structures if they were destroyed, and Westfield has the right to expand the retail space by 30 percent”

In pieno stile speculativo, Silverstein mente. E non ci si può fare assolutamente nulla, la maggior parte di speculatori si comporta così.
Piccolo esempio:
In una piccola città del centro Italia, uno… speculatore, ha reso un beneficio alla città: ha concordato con il comune l’estensione di ulteriori 10.000 mq di parcheggi in più rispetto a quello che era concordato in un piano attuativo precedente. Il beneficio in termini di viabilità è consistente, considerato che l’area edificabile si trova a fianco all’uscita della superstrada…
La speculazione sta nel fatto che anziché avere un piano di destinazione commerciale… ne ottiene due! Decurtando così una cubatura direzionale meno costosa e più difficile da collocare. I parcheggi per cosa serviranno, se non per lo spazio commerciale?

“Mr. Silverstein, who headed a consortium that signed a 99-year lease on the site six weeks before the terrorist attacks of Sept. 11, has asserted his right to rebuild without reducing the 10.5 million square feet of office space or 600,000 square feet of retail space that existed in the complex.”

"He was negotiating from a double position of strength: not only did he have the legal right to rebuild all 10 million square feet, he also knew that the politicians—especially Governor Pataki—desperately did not want to see the rebuilding stall."

L’”Observer” riporta diritto vantato da Silverstein, in funzione delle assegnazioni di Liberty Bonds.

“Officials have concluded that they cannot dislodge Mr. Silverstein legally, because his lease for the site grants him the right to rebuild the complex. And any effort to oust the developer would almost certainly spark a legal battle that would only enhance a sense of chaos downtown.”

In funzione del fatto che in quanto titolare di un diritto, non è possibile estromettere Silverstein dalla ricostruzione del WTC, perché ciò comporterebbe una causa, ma anzi, Silverstein pressa le autorità al fine di farsi elargire Liberty Bonds…
Finora siamo arrivati alla metà della seconda pagina di risultati per:

Silverstein, has, the, right, to, rebuild, WTC, (su google 26.900 risultati)

Finchè ci si ostina a leggere soltanto ciò che c’è scritto e non vedere il contesto in cui ciò è inserito, l’interpretazione lascia il tempo che trova, come nel caso di questa ricerca:

Silverstein, was, obliged, to, rebuild, WTC, (su Google: 850 risultati)

Le proporzioni dei risultati parlano da sole.

Concludendo, se Silverstein avesse firmato un contratto che contemplasse una clausola di obbligo di ricostruzione, non avrebbe potuto attingere all’emissione di Liberty Bonds e sarebbe stato estromesso dall’affare, inevitabilmente.

Se fosse stato un obbligo, sarebbe inspiegabile che uno speculatore dello spessore di Silverstein avesse firmato una clausola vessatoria simile.

Se fosse stato un obbligo, ciò avrebbe dato non poco adito a delle strumentalizzazioni da parte dell’opinione pubblica in merito alla superficialità della stesura dell’operazione…

Se fosse stato un obbligo, avrebbe maggiormente reso l’idea di quanto già fosse improponibile l’affare WTC con questa clausola…

Purtroppo è atteggiamento del “debunker”, non vedere i fatti inseriti interamente in un contesto, per cui è probabile che ancora spesso verrà asserito dallo stesso “debunker” che: Silverstein fosse obbligato a ricostruire.

Dallo sviluppo di questo post ragiono semplicemente di una cosa, cioè che Silverstein ha deliberatamente mentito in pubblico più volte.

Una persona incline alla bugia è una persona inaffidabile/inattendibile, quindi rileggendo oramai le famose sue parole, posso avere maggiori dubbi in merito a fatti a dir poco sconcertanti:

“I remember getting a call from the, er, fire department commander, telling me that they were not sure they were gonna be able to contain the fire, and I said, "We've had such terrible loss of life, maybe the smartest thing to do is pull it." And they made that decision to pull and we watched the building collapse.”

lunedì 5 novembre 2007

Ground zero


Silverstein: Right to re-build.

"The leases "expressly contemplate" that his group has the right to build "substitute buildings," he said, if the complex was destroyed and it wasn't "feasible, prudent or commercially reasonable" to rebuild the old towers."
Per coloro che credono che Silverstein avesse l'obbligo di ricostruire.

sabato 3 novembre 2007

Silverstein, 24/07/2001: pessimo affare! 9/11, grazia ricevuta...

Niente è lasciato al caso.
I “terroristi” hanno colpito un “simbolo”. Questo “simbolo”, altri non erano che le Twin Towers. Tra tutti gli altri “simboli” disponibili si è scelto questo, perché questo, destasse attenzione nell’immaginario collettivo della massa americana…
Il Golden Gate, la Casa Bianca, il ponte di Brooklyn, la Statua della Libertà (questo è un simbolo vero proprio!), il Campidoglio, non avevano passato il voto essendo stati giudicati, dai “terroristi”, di secondaria importanza.
Inesplicabilmente se non coincidentemente con gli interessi economici e urbanistici di New York, si è scelto di dirottare due aerei contro le Twin Towers. I “terroristi” sapevano che le torri sarebbero crollate come pani di burro, perciò hanno scelto questo “simbolo”, perché era facile “buttarle” giù e per colpire meglio “al cuore” gli americani.
Altrettanto misteriosamente, la seconda torre colpita crollò prima di quella colpita precedentemente…
Molti documenti che ora sarebbero preziosi, sono spariti per sempre tra le macerie del “simbolo” degli Stati Uniti d’America l’11 settembre 2001:

Sei settimane prima degli atti terroristici, il 24 luglio 2001, Silverstein, speculatore immobiliare di New York, vinse un’asta avente per oggetto la concessione dei diritti del suolo su cui erano site le Twin Towers, alle condizioni patteggiate con Port Authority:

Agli occhi del mondo la motivazione dell’affare di Silverstein è semplice: pagare 115 milioni di dollari all’anno a Port Authority, per incassarne circa 200 dalle rendite degli spazi affittati. Conoscendo queste due variabili l’operazione sta in piedi: pagate le tasse, le ordinarie spese di manutenzione e le consulenze…
Indubbiamente è una normale speculazione immobiliare, sebbene di un’entità superiore a tutte quelle di sempre.

Ma:

“The trade center started life as a giant money loser, running annual deficits of $10 million to $15 million.”
http://query.nytimes.com/gst/fullpage.html?res=9F02E2DD1F3FF93BA3575AC0A9649C8B63&sec=&spon=&pagewanted=13

Questa, è un’affermazione che dovrebbe essere un’indizio di sospetto per favoreggiamento e concorso in colpa per omicidio di massa…
La frase sopra, riportata in un articolo del New York Times l’8 settembre 2002, ripercorre la descrizione globale della storia del World Trade Center, prima degli atti del 9/11. Due sono i dubbi che mi sovvengono in merito a tale affermazione: uno sull’indicazione della cifra in perdita e un altro sulla “bontà” dell’operazione immobiliare effettuata da Silverstein, considerato che, si aggira per la "rete", un energumeno titolantesi “esperto”, meglio conosciuto come John, il quale su un suo post, scrive:

“Scopo di Silverstein era ovviamente incassare gli affitti degli immensi spazi commerciali presenti nei 110 piani di ciascuna delle Torri.”
(John, http://undicisettembre.blogspot.com/2007/01/larry-silverstein-e-le-polizze-del-wtc.html)

Invece, l’articolo del NYT parla di una perdita costante annuale pari a 10-15 milioni di dollari, da quando il WTC venne costruito. Assolutisticamente, l’affermazione, parla di una perdita. Il valore di tale perdita non è dato sapere da chi sia stato riferito. Le torri durante la loro vita hanno avuto l’appellativo di “giant money loser” (letteralmente: giganti perditori di soldi). Proprietario delle torri, dalla loro edificazione a due mesi prima della distruzione, era Port Authority di New York & New Jersey (ente statale).
Potrei pensare che la cifra di perdita mostrata sia superiore, a quella pubblicata sull’articolo, poiché ben si può intuire che se fosse stata indicata più alta, l’opinione pubblica della città non avrebbe gradito granchè…
Tengo per buona l’affermazione per difetto, quindi d’ora in poi riporterò 10.000.000 di dollari come perdita annuale.

Sul link di un mio post precedente, si evince che le rendite dagli affitti incassati dagli spazi locati alle aziende nelle torri, ammontassero a circa 200.000.000 di dollari. Sommando la perdita annuale, da ciò che è scritto sull’articolo del NYT, si deduce che le spese potessero essere intorno ai 210.000.000 di dollari annui.
Bisogna considerare che Port Authority, non aveva l’incombenza annuale di un leasing da pagare al proprietario di 115 milioni di dollari… dovere che sarebbe spettato, invece, a Silverstein, come stipulato nella sottoscrizione del contratto novantanovennale, se le torri fossero state ancora in piedi.
A conti fatti quindi, ciò che sarebbe successo a Silverstein, sarebbe stata una perdita senza precedenti:
- 210.000.000 di dollari annui, costi di gestione delle Twin Towers
- 115.000.000 di dollari annui, costo del leasing di Silverstein
- 200.000.000 di dollari annui, incassi di Silverstein

…perdite: 125.000.000 di dollari annui!

Ad oggi: 750.000.000 di dollari! Indubbiamente può essere stato nominato il più grande affare di tutti i tempi, ma per entità d’importo del contratto di leasing… non certo per guadagni!

Silverstein non incassa soldi e Port Authorithy ha perso il suo “gigante”, chi sta perdendo di più?

A oggi risulterebbe che Silverstein stia pagando normalmente i 10 milioni di dollari mensili per i diritti di sfruttamento del WTC a Port Authority:

“Since 2001, the Port Authority has reported about $530 million in net income on the devastated trade center, mostly from Mr. Silverstein’s rent for the empty site, which has gone into the authority’s general operating budget. It also has reported a net income of $869 million from its insurance proceeds and Federal Emergency Management Agency money, which has been used to pay off the Port Authority’s debts.”
http://www.nytimes.com/2006/09/11/nyregion/nyregionspecial3/11groundzero.html?pagewanted=all

Risulta, da questa notizia, che né Port Autority né Silverstein, stiano perdendo denaro dai mancati introiti di WTC, perché qualcuno sta pagando… Anzi a conti fatti consegue che l’affare sia divenuto colossale per Silverstein e Port Authority dal momento che le torri siano crollate.

Poteva essere un buon affare, quello di Silverstein? Una delle due torri aveva un difetto fondamentale: alcuni elementi della struttura erano in amianto. Inoltre, la totalità degli impianti antincendio era stata ricoperta con un particolare elemento composto da amianto, che richiedeva il suo smantellamento, in quanto giudicato dalle autorità, nell’’80, cagionevole alla salute e già nel ’71 venne bandito dallutilizzo nell’edilizia…
Sarebbe stato obbligatorio, per Silverstein, la bonifica totale della struttura a costi inammortizzabili per l’operazione immobiliare che avrebbe inteso portare avanti…

Senza contare che la “vita” di WTC stava arrivando lentamente alla fine, ciò anche dovuto, alla corrosione galvanica derivata dalle giunture della struttura tra pannelli esterni in alluminio, ed elementi in acciaio dell’involucro esterno dell’edificio.
Bonifica di amianto, corrosione galvanica e ripristino impiantistica antincendio, sono state le cause che avevano spinto alla fine degli anni ’80 a prendere seri provvedimenti nei confronti delle Twin Towers. Provvedimenti equivalenti allo smantellamento degli edifici.

Si era calcolato che il ciclo esistenziale di quello riconosciuto come un fallimento dell’edilizia americana dei grattacieli, avesse una durata riscontrata tra i 30-40 anni e non 200-300 come sperato agli albori del progetto negli anni ’60.
Mi chiedo cosa sarebbe successo se il mondo avesse visto che a New York negli Stati Uniti, un “simbolo” di tale importanza fosse stato oggetto di smantellamento, pezzo per pezzo. La Nazione modello mondiale di democrazia e tecnologia, costretta a rassegnarsi pubblicamente ammettendo un fallimento finanziario colossale…

Il progetto, di cui sul web si trova poco: consisteva nel montaggio di un’impalcatura sui quattro lati degli edifici, il cui costo ipotizzato si aggirava intorno ai 2,3 miliardi di dollari… ne conseguiva il suo smontaggio e lo smantellamento pezzo per pezzo delle Twin Towers.
“In 1989 - there were plans to erect scaffolding and disassemble the WTC towers and rebuild them. Cost projection was around $5.6 billion.”
“…in about "10-12 years" they would "blow it up and start over"

Ma il progetto venne abbandonato per motivi di costi troppo elvati, e in seguito confiscato… Si addusse che comunque nei prossimi 10-12 anni sarebbe stata presa comunque in considerazione l’azione di abbattimento degli edifici mettendola, o in un modo o nell’altro, in atto…

Oltre all’antieconomicità dell’operazione immobiliare-finanziaria, altri problemi, come accennato prima, insistevano negativamente sulla bontà dell’affare di Silverstein. Questi problemi erano legati come detto:

“The exterior skin of the building, in being aluminum and connected directly to the super structure… “

all'obsolescenza dell’edificio:
“The building was retro, some of the features were so old, like the central heating and a/c systems, which were really really bad and inefficient.”

“It had the reputation of being A FINANCIAL MISFIT, unsuited to modern fiber-optic and Internet technologies, and burdened with an inefficient and costly elevator system.”

John Perkins, "Confessions of an Economic Hit Man," 2004, page 194

“was OBSOLETE LONG BEFORE IT WAS FINISHED”

(Rowland Morgan and Ian Henshall, "9/11 Revealed: The Unanswered Questions," 2005, pages 61-64)

alla presenza di amianto (asbestos), come anche riscontrato dopo i crolli:
“The towers were due for a "mid-life rehab," but building codes would have REQUIRED REMOVAL OF THE ASBESTOS FIREPROOFING lining the towers' ceilings and steel framework. According to Morgan and Henshall, "Such a job would have been unrealistically expensive and physically impractical, with no gain in [rental] revenues."

Morgan and Henshall, op. cit., page 63

“The WTC's original owner, the Port Authority of New York and New Jersey, had been concerned about asbestos-abatement issues for many years prior to 9/11. According to Karl Schwarz and other writers, the Port Authority in 1991 filed suit in U.S. District Court against insurers in the hope of recovering funds to help pay for needed asbestos-abatement work at the WTC and one of the region's airports. In the suit, "Port Authority of NY vs. Affiliated FM Insurance Co.," the Port Authority sought between 500 million and 1 billion dollars from the insurers.”

Karl Schwarz, "PANY & NJ," February 7, 2006, at

“In the weeks since the World Trade Center was attacked, evidence is mounting that large quantities of asbestos were showered down on lower Manhattan.”

“Asbestos was also used in other applications that ordinarily do not leave a friable (crumbly) residue, but that can be turned to dust under the extraordinary conditions that existed on Sept. 11.”

“It’s hard to control them, hard to eliminate them. Once they get airborne they want to stay airborne. Once they’re in buildings, we … need to start focusing on precautions.”

Riassumendo:
- Le Twin Towers erano anti-profittevoli
- Utilizzavano più corrente di una piccola città
- La loro esistenza era sovvenzionata, in parte, anche dai contribuenti
- Il tasso di occupazione ufficiale era nascosto e gonfiato per l’opinione pubblica
- La rimozione dell’amianto sarebbe costata almeno cinque volte il costo di costruzione
- Gli inquilini volevano spostare le loro sedi
- Port Authority aveva cercato di venderlo per anni
- Solo due mesi prima dei crolli Port Authority piazzò il leasing (vi fu anche un’offerta di Silverstein pari a 750.000.000 di dollari, rifiutata)
- Non potevano essere demolite in sicurezza, prima che l’amianto non fosse stato rimosso

Quale operazione finanziaria spinse Silverstein ad ottenere il controllo del WTC?
Come, se non solo ed esclusivamente con l’abbattimento, avrebbe potuto profittare Silverstein della, eventuale, speculazione immobiliare del World Trade Center?
Come avrebbe mai potuto ottenere il permesso civile di abbattimento delle Twin Towers in sicurezza, anche con demolizione controllata, dal momento che per la presenza di amianto, ciò era risultato impossibile e dannoso alla salute dei cittadini di New York?
Come mai, conscio dei difetti delle torri cui indubbiamente non poteva che esserne al corrente per ovvie ragioni speculative, si diede da fare per contrattare le clausole relative all’ipotesi di distruzione, sia sulla sottoscrizione del leasing che sulla polizza assicurativa?
Come mai sapendo che entro il 2007, data ipotizzata del termine del ciclo esistenziale delle torri, volle comunque il controllo del World Trade Center?
Perchè Port Authority, ente statale, avente obblighi nei confronti dei cittadini-contribuenti di New York, anzichè bonificare e ammettere un errore commesso trent’anni prima, seppur con i costi che ciò ne comportava, decise di disfarsi così facilmente di un pericolo pubblico, dando il via ad una semiprivatizzazione del sito?
Perchè Port Authority, nella stesura del contratto di leasing, si spogliò dei principali diritti, dal momento che di fatto a oggi è ancora proprietaria del sito-terreno edificabile su cui sorgevano le Twin Towers?

Di domande ce ne sarebbero parecchie, ma dubito che ci possano essere risposte ufficiali… logiche.

Per quanto riguarda l’amianto, il particolare riveste un’importanza primaria legata alla vicenda del World Trade Center. Una causa milionaria andava avanti da anni, prima dei crolli. La documentazione relativa a questo processo, conservata nel WTC finì inevitabilmente distrutta:

“Legal Claims and Litigation, all years. Summons, Complaints and other papers used in lawsuits in which the Law Dept is a party. The Port Authority of New York and New Jersey versus Affiliated FM - 3358 boxes of records issued from the Port Authority Records Center - originals - B-4 2 WTC Asbestos Litigation Task Force Repository, and other locations in the WTC Complex -all asbestos related material to be kept permanently - all records kept by Serge Benjamin, Manager of the Asbestos Litigation Task Force
Legal Claims and Litigation, all years. Summons, Complaints and other papers used in lawsuits in which the Law Dept is a party. The Port Authority of New York and New Jersey versus Allied - 3000 boxes of records issued from the Port Authority Records Center - originals - B-4 2 WTC Asbestos Litigation Task Force Repository, and other locations in the WTC Complex -all asbestos related material to be kept permanently - all records kept by Serge Benjamin, Manager of the Asbestos Litigation Task Force”

Dietro l’amianto parecchi interessi ruotano anche intorno al Governo:

“Insurers, along with asbestos companies, are lobbying Congress for legislation to create a trust fund that would settle all asbestos litigation and limit their liability.”

L’ente di controllo governativo (“scudo” http://www.epa.gov/), negava l’effetto cancerogero sulla salute umana per l’aria respirata a New York. (http://www.rense.com/general40/whitehouse.htm)

Di amianto non si muore di solo contatto diretto… Un sito riporta la speciale connection che esiste intorno all’affare dell’amianto, e la lista delle morti che assurdamente, per coincidenza di fatti, hanno trovato le persone che operavano direttamente o indirettamente…

Per verificare cosa comportasse, per il World Trade Center, la presenza di amianto, è sufficente riscontrare il costo della sua rimozione su altri palazzi di New York.

“…30-story, one-million-square-foot tower… …would invest $60 million in the property for asbestos removal and renovations…”

Cosa sarebbe successo se il World Trade Center, una volta a terra, non fosse stato un buon affare per Silverstein?

“THE LEASE HAS AN ALL IMPORTANT ESCAPE CLAUSE: IF THE BUILDINGS ARE STRUCK BY "AN ACT OF TERRORISM," THE NEW OWNERS' OBLIGATIONS UNDER THE LEASE ARE VOID”

Avrebbe chiuso la porta e se ne sarebbe andato a cercarsi un affare migliore!

In questo post ho cercato di capire quale fosse l’affare fatto da Silverstein, se il WTC fosse stato ancora in piedi... senza riuscirci.