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giovedì 7 febbraio 2008

B'nai B'rith: Anti-Defamation league...

L'Anti-Defamation League è l'istituto, con sede a New York, nato nel 1913 con l'intento originario di contrastare i pregiudizi antisemiti.
Negli ultimi decenni è diventato un gruppo molto controverso: negli anni '90 esplose negli USA il caso dell'attività di spionaggio della ADL (per cui fu condannata nel 1999); più di recente ADL è stata al centro di una accesa polemica per il suo rifiuto di riconoscere il genocidio armeno.

ADL il 23 settembre del 2003 conferì a Silvio Berlusconi un'onorificenza riservata «ai leader mondiali che mostrano impegno per favorire il raggiungimento della pace regionale e mondiale, e che manifestano uno speciale impegno per la promozione dei diritti umani e civili».

Fra coloro che si sono attirati gli strali dell'ADL, il celebre intellettuale ebreo Noam Chomsky, che afferma: «L'ADL ha abbandonato l'originario ruolo di organizzazione per i diritti civili per diventare uno dei pilastri della propaganda pro-Israele negli Usa, uno dei peggiori e più potenti gruppi di pressione negli Stati Uniti».
Così pure il rabbino Michael Lerner, esponente di spicco della sinistra: «Presso di me l'ADL ha perso gran parte della credibilità come organizzazione per i diritti civili da quando ha cominciato a identificare le critiche allo stato di Israele con l'antisemitismo.
Ancora di più da quando ha evitato di difendermi in occasione delle minacce di morte che ho ricevuto da gruppi ebraici di destra per le mie critiche alle politiche di Israele nei confronti dei palestinesi».

domenica 3 febbraio 2008

Privatizzazione e giudeizzazione...

Privatizzazione del Sionismo
Pressante - Informazione libera e indipendente - domenica 03 febbraio 2008

venerdì 23 novembre 2007

Conoscere l'olocausto per capire l'11 settembre

di Mauro Manno
Sull'olocausto la manipolazione sionista continua
Messa in guardia iniziale al lettore: Presento qui un lungo articolo sulla religione dell’olocausto e sul sionismo. La mia argomentazione può risultare pesante a causa delle numerose citazioni. Ma se le citazioni appesantiscono il discorso, esse sono anche punti fermi della dimostrazione.Sul Jerusalem Post è comparso alcuni giorni fa un articolo del giornalista Etgar Lefkovits dal titolo: 'Un dirigente sionista fu il primo a essere informato della soluzione finale'. L’originale in inglese si può leggere sul sito:
L’articolo è un altro esempio di come la manipolazione sull'olocausto continui ad essere alimentata e diffusa dai sionisti per poter portare avanti i loro interessi e nascondere le loro responsabilità storiche.Traduco alcuni brani dell’articolo:“Un dirigente sionista che operava in Svizzera durante la Seconda Guerra Mondiale fu probabilmente la prima persona a ricevere informazioni da fonte tedesca circa il piano per lo sterminio sistematico degli ebrei d’Europa, secondo un recente libro pubblicato dallo Yad Vashem.”Lo Yad Vashem, come tutti sanno, è l’istituzione israeliana che cura la memoria degli ebrei morti durante la guerra 1939-45 e gestisce il museo dell’olocausto costruito in Israele a pochi passi da dove era il villaggio palestinese di Deir Yassin, i cui abitanti furono sterminati dall’esercito sionista durante la pulizia etnica dei palestinesi nel 1948. Il villaggio palestinese fu poi raso al suolo con la dinamite come altri 400 o 500 villaggi palestinesi fatti sgomberare con la forza e il terrorismo. Ma riprendiamo l’articolo: “Jonathan Beck Chaim Pazner, capo dell’ufficio dell’Agenzia Ebraica di Ginevra, passò immediatamente l’informazione ai dirigenti britannici e ebraici della Palestina allora governata dall’Inghilterra, così il rapporto giunse ai livelli più alti del governo britannico, secondo il libro Chaim Panzer, l’uomo che sapeva.” Chaim Pazner è il padre di Avi “Panzer” che forse qualche lettore ricorda. Avi è stato il portavoce del governo di Ariel Sharon per vari anni, un uomo piccolo, dal capo pelato ma dal parlare aggressivo, che nei telegiornali Rai, introdotto dall’inamovibile inviato filo-israeliano (pagato con i nostri denari), il famigerato Pagliara, si esprimeva in buon italiano e parlando dei palestinesi pronunciava tre volte ‘terrorista’ ogni quattro parole, un vero panzer, come d’altronde il suo capo.L’articolo spiega che l’informazione proveniva da fonte sicura, una fonte tedesca. Un certo Edgar Salin, ebreo convertitosi al cristianesimo e professore di economia a Basilea aveva ricevuto l’informazione dal “Dr. Arthur Zommer, ufficiale tedesco e anch’esso professore di economia oppositore del regime nazista, amico e collega di Salin”. Il messaggio diceva: “In Oriente vengono allestiti campi per distruggere col gas tutti gli ebrei d’Europa e molti dei prigionieri sovietici”. Secondo l’articolo, Zommer implorava: “Per favore passate personalmente questa informazione immediatamente a Churchill e Roosevelt” e concludeva: “Se la BBC diffonde quotidianamente un avvertimento ai tedeschi affinché non mettano in funzione le camere a gas forse essi non lo faranno, perché i criminali stanno facendo di tutto per impedire al popolo tedesco di sapere cosa stanno preparando ed è chiaro che hanno serie intenzioni”. Cosa fa a questo punto Chaim Pazner? “Pazner passò l’informazione ad un dirigente ebraico svizzero, il dottor Benjamin Sagalowitz, un amico del rappresentante del Congresso Mondiale Ebraico, il dottor Gerhart Riegner”. Né Chaim si fermò lì. “Successivamente, Pazner spedì velocemente l’informazione ai dirigenti dell’Agenzia Ebraica di Gerusalemme nella Palestina britannica. Quindi, il 2 agosto 1942, incontrò l’agente dei servizi segreti inglese Victor Farell, che lavorava all’ufficio passaporti in Svizzera. Pazner lo implorò di mandare l’informazione a Churchill come aveva richiesto la fonte tedesca. L’agente britannico disse che lo avrebbe fatto, ma la notizia non fu mai trasmessa dalla BBC (..) Durante un successivo incontro, l’agente britannico assicurò un ansioso Pazner, il quale era stato sulle spine nella speranza di poter ascoltare la trasmissione del messaggio dalla BBC, che egli aveva effettivamente spedito la notizia e che questa era giunta nelle mani di Churchill, e che egli avrebbe nuovamente richiesto che fosse trasmessa”.E bravo Pazner, il suo attivismo è encomiabile! L’articolo ci dice anche che “informazioni sulle intenzioni dei tedeschi e le uccisioni di massa erano filtrate già prima dai servizi segreti polacchi o da fonti ebraiche, ma questa era la prima volta che giungevano da fonti tedesche”. Le informazioni “parlavano di un piano, ma non si trattava (solo) di un piano, esso era già in via di realizzazione”. L’articolo cita anche lo storico ebreo David S. Wyman secondo il quale “Gerhart Riegner [sempre il rappresentante del Congresso Mondiale Ebraico], durante i primi giorni di agosto dello stesso anno, aveva ricevuto proprie informazioni circa il piano nazista di eliminare tutti gli ebrei d’Europa da un importante industriale tedesco, successivamente identificato per Eduard Schute”. Anche Riegner si era dato da fare, con gli americani però. Il suo messaggio “raggiunse gli Stati Uniti nell’agosto 1942 ma non fu dato alla stampa prima di novembre dello stesso anno, su richiesta del Dipartimento di Stato che analizzò i rapporti con incredulità totale e chiese ai dirigenti ebrei americani di non pubblicare l’informazione prima che fosse verificata”. È chiaro che, quando parla del piano tedesco di distruzione di “tutti gli ebrei d’Europa”, l’articolo si riferisce a quanto deciso alla conferenza di Wannsee (20 gennaio 1942).Da esso comunque risulta una lode sperticata dell’attivismo dei dirigenti sionisti ed una condanna di inglesi e americani i quali lasciarono che “lo sterminio nazista degli ebrei d’Europa continuasse ininterrotto per altri due anni e mezzo”.Abbiamo riportato lunghe citazioni perchè risulti chiaro al lettore gli obiettivi dell’autore e dell’ Yad Vashem. Essi sono:1. discolpare completamente i sionisti, nascondere le loro responsabilità2. far ricadere la colpa sui britannici e sugli americani, oltre che sui tedeschi naturalmente dai quali evidentemente i sionisti si aspettano, tramite il ricatto, altri favori. Non bastano quelli che hanno già ottenuto3. buttare fumo sui fatti storici e presentarli secondo la visione della religione dell’olocaustoVediamo le cose da vicino e punto per punto:1. Discolpare e nascondereLa gente che cade vittima della religione dell’olocausto ignora che i sionisti collaborarono a lungo e intensivamente con tutti gli antisemiti, dai ministri della Russia zarista, agli antisemiti ucraini di Petliura, ai membri della X Mas di Junio Valerio Borghese, ai nazisti, le SS e la Gestapo, ecc. La logica era quella che gli antisemiti, cacciando e perseguitando gli ebrei assimilati o in via di assimilazione d’Europa, li avrebbero spinti nella braccia dei sionisti (ferocemente contrari al miscuglio della ‘razza’ ebraica con i goyim e favorevoli, come Hitler, alla separazione degli ebrei dagli ariani o comunque da popolazioni non ebraiche germanizzabili). I sionisti avrebbero provveduto ad avviarli in Palestina, a togliere le terre ai palestinesi. Per le persone ragionevoli gli ebrei che risiedono da millenni in Occidente sono cittadini (di religione ebraica) dei paesi occidentali e in questi paesi hanno ogni diritto di restare e devono restare. Se poi si assimilano alle popolazioni occidentali, tanto meglio, come si sono assimilati i normanni (in Inghilterra, in Francia e in Italia, i galli (in Francia, in Nord Italia e altrove), gli spagnoli e i francesi (ancora nel nostro paese, in particolare nel Meridione), prima di loro i longobardi, poi gli arabi (in Sicilia e in Spagna) e tutte le altre popolazioni che hanno fatto l’attuale popolazione europea. Anche tutti gli ebrei d’Europa si sarebbero oggi completamente assimilati (molti lo hanno fatto) se non fosse stato per tre fattori. Il primo è un elemento della cultura e della religione ebraica che dice che gli ebrei sono il ‘popolo eletto’, concetto variamente interpretato ma oggi spesso e irresponsabilmente interpretato in senso razzistico ed etnico. Il secondo elemento è l’antisemitismo che considera gli ebrei una razza distinta, semitica, e quindi inassimilabile in Europa. Assurdità antistorica e ridicola perché la maggior parte degli ebrei (gli askenaziti) non sono semiti ma sono i discendenti dei khazari, un popolo di origine turca che si convertì all’ebraismo intorno all’ottavo secolo nella Russia meridionale. Gli askenaziti sono i primi responsabili dell’imbroglio perché hanno disconosciuto la loro origine non semitica e si sono dichiarati sempre discendenti razzisticamente dagli ebrei palestinesi (sefarditi), al punto di subire l’antisemitismo quando loro semiti non sono. Il terzo elemento è il sionismo, che vuole la separazione razziale degli ebrei dai goyim, sostiene il matrimonio tra ebrei e vuole in Palestina uno stato per soli ebrei. Il sionismo è nato prima dell’olocausto e in qualche modo lo ha favorito con la sua collaborazione ideologica e pratica con gli antisemiti e con i nazisti. Non è quindi vero che Israele è nato dall’olocausto, ma semmai ha approfittato dell’olocausto. La religione dell’olocausto serve appunto a confondere le idee e giustificare la criminale impresa sionista e il massacro quotidiano dei palestinesi. Di tutto questo io ho scritto nel mio libro La natura del sionismo (2006). Non sono l’unico ad averlo fatto; i libri sull’argomento abbondano, per esempio, per citarne uno solo, ‘Zionism in the Age of the Dictators’, 1983, di Lenni Brenner, un ebreo antisionista. Il libro è scaricabile dal sito http://www. marxists.de/middleast/brenner.Portando il lettore a concentrare la sua attenzione sull’attività per così dire frenetica dei sionisti per salvare gli ebrei, l’articolo rigetta la colpa delle disgrazie degli ebrei sugli altri, i goyim, senza grandi distinzioni. I nazisti sterminavano, gli inglesi, gli americani e gli altri stavano a guardare. Differenza non sostanziale in un unico atteggiamento antiebraico, antisemita. Contro tutti gli ebrei, sionisti e assimilazionisti insieme. Ma le cose stanno veramente così? C’è veramente una congiura mondiale, eterna dei goyim contro gli ebrei? E i sionisti sono poi così innocenti?Tra il 1933 e il 1945 i sionisti furono i migliori alleati dei nazisti. Si considerino le seguenti citazioni:Sulle Leggi di Norimberga, 1935: “Il centro Hechalutz [i pionieri sionisti “socialisti”] che reclutava e preparava ebrei tedeschi da inviare nei kibbutz, concluse che la promulgazione delle leggi che definivano un crimine i matrimoni misti rappresentava una buona occasione per un nuovo approccio al regime. I pionieri presentarono un piano [ai nazisti] per l’emigrazione dell’intera comunità ebraica [in Palestina] in un periodo di 15-20 anni”. (Lenni Brenner, Op. cit.)Sull’antisemitismo dei nazisti: “Se noi [sionisti, ndt] non ammettiamo che gli altri abbiano il diritto di essere anti-semiti, allora noi neghiamo a noi stessi il diritto di essere nazionalisti. Se il nostro popolo merita e desidera vivere la propria vita nazionale, è naturale che si senta un corpo alieno costretto a stare nelle nazioni tra le quali vive, un corpo alieno che insiste ad avere una propria distinta identità e che perciò è costretto a ridurre la sfera della propria esistenza. É giusto, quindi, che essi [gli anti-semiti, ndt] lottino contro di noi per la loro integrità nazionale. Invece di costruire organizzazioni per difendere gli ebrei dagli anti-semiti, i quali vogliono ridurre i nostri diritti, noi dobbiamo costruire organizzazioni per difendere gli ebrei dai nostri amici che desiderano difendere i nostri diritti” (Jacob Klatzkin citato in Jacob Agus, Enciclopedia Judaica, vol II, p. 425).Sull’alleanza sionismo-nazismo contro il liberalismo: “Per i sionisti, il nemico è il liberalismo; esso è anche il nemico per il nazismo; ergo, il sionismo dovrebbe avere molta simpatia e comprensione per il nazismo, di cui l'anti-semitismo è probabilmente un aspetto passeggero” (Harry Sacher, Jewish Review, settembre 1932, p. 104, Londra). “Il significato, per la nazione germanica, della rivoluzione tedesca risulterà chiaro alla fine a coloro che l’hanno creata e le hanno dato la sua impronta. Per noi (sionisti, ndt) il suo significato è questo: Le fortune del liberalismo sono finite. L’unica forma di vita politica che ha aiutato gli ebrei ad assimilarsi è scomparsa.” (Joachim Prinz, Wir Juden, Berlino, 1934, pp. 150-1).Sull’alleanza sionismo-nazismo contro gli ebrei assimilazionisti: “Hitler tra qualche anno sarà dimenticato, ma avrà un bellissimo monumento in Palestina. Sapete, la venuta dei nazisti è stato un avvenimento piuttosto benvenuto. Vi erano tanti dei nostri ebrei tedeschi che pendevano tra due sponde; tanti di loro navigavano nella corrente ingannatrice tra la sponda di Scilla dell'assimilazione e quella di Cariddi di una conoscenza compiaciuta delle cose ebraiche. Migliaia di loro che sembravano completamente perduti per l'ebraismo furono riportati all'ovile da Hitler, e per questo io sono personalmente molto riconoscente verso di lui”(Emil Ludwig intervistato da M. Steinglass, Emil Ludwig before the Judge, American Jewish Times, aprile 1936, p. 35).“L'hitlerismo ... ci ha reso per lo meno un servizio dal momento in cui non ha tracciato una linea di demarcazione tra l'ebreo religioso e l'ebreo apostata. Se Hitler avesse fatto eccezione per gli ebrei battezzati [al cristianesimo], avremmo assistito allo spettacolo poco edificante di migliaia di ebrei che correvano a battezzarsi. L'hitlerismo ha forse salvato l'ebraismo tedesco, che stava assimilandosi fino all'annichilimento” (Chaim Bialik, Palestine and the Press, New Palestine, 11 dicembre 1933).Sulla convergenza tra sionismo e nazismo circa uno stato fondato sulla purezza della razza: “Uno Stato costruito sul principio della purezza della nazione e della razza (cioè la Germania nazista, ndt) può solo avere rispetto per quegli ebrei che vedono se stessi allo stesso modo” (Joachim Prinz, (1936), citato in Benyamin Matuvo, The Zionist Wish and the Nazi Deed, Issues, (1966/67), p. 12).“Vogliamo che l’assimilazione sia sostituita con una nuova legge: La dichiarazione di appartenenza alla nazione e alla razza ebraica. Uno Stato costruito sul principio della purezza della nazione e della razza può solo essere onorato e rispettato da un ebreo che si dichiara appartenente alla sua razza. Avendo dichiarato apertamente la sua appartenenza, egli non sarà mai capace di un comportamento sleale verso uno Stato. Uno Stato, d’altra parte, non può volere ebrei diversi da quelli che dichiarano la loro appartenenza alla propria nazione. Non deve desiderare di avere ebrei che si fanno adulatori e strisciano davanti ad esso (gli assimilazionisti, ndt). Uno Stato deve esigere da noi fede e lealtà ai nostri propri interessi. Perché soltanto chi onora la propria razza e il proprio sangue può avere un atteggiamento onorevole verso il volere nazionale di altre nazioni” (Joachim Prinz, Wir Juden, Berlino, 1934, pp. 150-1).I nazisti rispondono positivamente ai sionisti: “I membri delle organizzazioni sioniste non devono essere, date le loro attività dirette verso l'emigrazione in Palestina, trattati con lo stesso rigore che invece è necessario nei confronti dei membri delle organizzazioni ebraico-tedesche (cioè gli assimilazionisti, ndt)” (Circolare della Gestapo bavarese indirizzata al corpo di polizia bavarese, 23 gennaio, 1935, Herzl Yearbook, vol VI, p. 340).“Il momento non può più essere lontano ormai in cui la Palestina sarà in grado di nuovo di accogliere i suoi figli che aveva perduto da oltre mille anni. I nostri buoni auguri e la nostra benevolenza ufficiale li accompagnino” (Reinhardt Heyndrich, capo dei Servizi Segreti delle SS, Das Schwarze Korps, organo ufficiale delle SS, maggio 1935).Si tratta di un’alleanza ideologica bella e buona. Non solo. Sulla base della convergenza ideologica che abbiamo delineato, sionisti e nazisti costruirono una pratica comune finalizzata all’emigrazione degli ebrei tedeschi verso la Palestina (previa loro sionistizzazione) e alla distruzione degli ebrei non sionisti e assimilazionisti. Izaak Greenbaum, caporione dell’Agenzia Ebraica così si esprime nei confronti degli ebrei che non volevano sionistizzarsi ed emigrare in Palestina: “Una mucca in Palestina vale più di tutti gli ebrei d’Europa” e ancora: “Se chiedessero a me «Non si potrebbero usare i fondi del United Jewish Appeal per soccorrere gli ebrei d’Europa?» Io ho già detto NO! e ribadisco il mio NO! ... Si dovrebbe resistere a quest’ondata che pone le attività sioniste in secondo piano” (suo discorso al Consiglio Esecutivo Sionista, 18 febbraio 1943, un anno dopo che il summenzionato Jonathan Beck Chaim Pazner aveva ricevuto notizia, da fonte tedesca,sui progetti nazisti riguardanti gli ebrei).I sionisti sapevano tutto dal 1942, subito dopo la conferenza di Wannsee, dice l’articolo del Jerusalem Post, informarono inglesi e americani i quali non fecero nulla per salvare gli ebrei. La verità è tutt’altra. I sionisti sapevano tutto da molto prima. Sapevano quello che stava per avvenire agli ebrei non sionisti e lo sapevano perché avevano contribuito, per anni, sia ideologicamente sia praticamente a preparare con i nazisti la “distruzione di tutti gli ebrei d’Europa”, salvo i sionisti ovviamente. Non solo sapevano, degli ebrei non sionisti nei campi a loro importava meno di una mucca in Palestina! Operarono quindi di persona per tenere nascosta la realtà.Stephen Wise, capo sionista, americano e consigliere di Roosevelt, nel dicembre del 1942, affermò: “Da alcuni mesi ricevo cablogrammi e informazioni riservate che mi informano di queste cose (lo sterminio, ndt). Sono riuscito, insieme ai capi di altre organizzazioni ebraiche a non fare giungere queste notizie alla stampa” (in Eliyhu Matzozky, ‘The Responses of American Jewry and its Representatives Organizations’, Yeshiva University, app. II).Dov Joseph, altro caporione dell’Agenzia Ebraica, nel 1944, parlando a giornalisti sionisti in Palestina preoccupati delle notizie provenienti dall’Est Europeo, li mise in guardia contro:“la pubblicazione di dati che esagerano il numero delle vittime ebraiche, perché se noi annunciamo che milioni di ebrei sono stati massacrati dai nazisti, poi ci chiederanno, a ragione, dove sono i milioni di ebrei per i quali noi rivendichiamo una patria quando la guerra sarà finita” ( in Yoav Gelber, ‘Zionist Policy and the Fate of European Jewry’, p. 195).Potremmo aggiungere la collaborazione diretta dei sionisti nella deportazione degli ebrei non-sionisti in Ucraina, in Romania e in Ungheria dove il caporione della struttura sionista ungherese Rezso Kasztner e i suoi accoliti aiutarono alla deportazione di 400.000 loro correligionari verso i campi, e con questo ottennero di salvare familiari e membri delle organizzazione sioniste (1.600 persone in tutto). Ma è una lunga storia da raccontare per cui rimando ancora una volta al mio libro o a quello di Lenni Brenner.Potremmo aggiungere anche la collaborazione di tipo economico e commerciale tra Nazismo e sionismo. In un decennio, si misero su banche, istituzioni, organismi politici ed economici, trattati commerciali tra Germania e Yushuv (comunità sionista in Palestina), dove sionisti e nazisti operarono con l’obiettivo comune della deportazione, pardon si deve dire ‘emigrazione’, in Palestina degli ebrei tedeschi. Anche qui, troppo spazio ci vorrebbe qui per esporre tutti i fatti ma il lettore trovi il tempo di indagare sul patto commerciale Haava’ara firmato tra nazisti e sionisti ‘socialiti’, sulla International Trade and Investment Agency Bank (INTRIA), sulla Near and Middle East Commercial Corporation (NEMICO) che impegnava i sionisti a cercare soci commerciali per la Germania nazista in Medio Oriente. Vi era la Ha Note’a Ltd che serviva all’acquiso da parte dello Yushuv di prodotti tedeschi. Vi era una società per l’esportazioni di arance dello Yushuv in Germania, via Londra. Un’altra per l’acquisto di armi all’estero, compresa la Germania nazista, ecc ecc.Se si conoscono questi fatti (ovviamente tenuti nascosti), diventa evidente che l’articolo del Jerusalem Post è solo fumo negli occhi per occultare la natura perversa, nazista del sionismo e il suo ruolo nell’olocausto.2. Il ricattoChiaramente, una volta occultate le responsabilità sioniste, l’articolo diventa un ricatto bello e buono all’Occidente, accusato di aver lasciato compiere la “distruzione di tutti gli ebrei d’Europa”. Ma perché ricattare perfino i loro alleati di oggi? Non è difficile capirlo. Perché essi si sentano sempre obbligati moralmente a sostenere Israele e i suoi piani! La cosa sembra funzionare visto che Gran Bretagna e USA continuano ad essere le colonne portanti dell’appoggio internazionale allo stato sionista, fino al punto di far ammazzare per esso i loro stessi soldati in Iraq e Afghanistan. Oggi anche la destra fascista ha piegato le ginocchia davanti a Israele e si sente moralmente in dovere, come la Germania moderna d’altronde, di inchinarsi al sionismo. L’opinione pubblica occidentale continua ad essere bombardata con l’accusa delle responsabilità dell’Occidente nell’olocausto ed essa accetta e sostiene il coinvolgimento dei suoi governi nel sostegno a Israele e nei suoi crimini. A questo serve l’articolo del Jerusalem Post, assieme ai film sull’olocausto, ai musei dell’olocausto, alle celebrazioni del 27 gennaio, e a tutta la religione dell’olocausto. L’uso dell’olocausto da parte di chi all’olocausto ha partecipato, come hanno fatto i sionisti, è doppiamente vergognoso: perché si usano i morti e perché chi li usa ha le mani sporche del loro sangue.3. La religione dell’olocaustoL’articolo dà per scontato che la Conferenza di Wannsee abbia stabilito la “distruzione di tutti gli ebrei d’Europa”. Ma la cosiddetta soluzione finale è veramente questo e non invece una soluzione territoriale?A tutti coloro, ebrei e goyim alike, destri e sinistri alike, che hanno sempre pronta l’accusa di ‘negazionismo’ per chi osa discutere i caposaldi della religione dell’olocausto, voglio rivolgere l’invito a leggersi il libro 'La soluzione finale', dello storico tedesco non negazionista Hans Mommsen (2002). Nel capitolo 6, ‘La politica dei trasferimenti e la soluzione territoriale della questione ebraica’, lo storico ribadisce la collaborazione dei nazisti con i sionisti per il trasferimento degli ebrei tedeschi in Palestina. Momsen scrive: “negli anni dopo il 1933 non erano mancati, soprattutto grazie all’accordo di Hava’ara favorito da Hjalmar Schacht, i segnali che facevano pensare ad una politica migratoria abbastanza costruttiva” (p. 95). Quando i nazisti si accorsero della resistenza degli arabi (possibili futuri alleati nella guerra contro i britannici) alla creazione di uno stato ebraico in Palestina, denunciarono l’accordo di Hava’ara e si volsero ad un altro tipo di soluzione migratoria. A Hjalmar Schacht fu chiesto dal regime di intavolare a Londra trattative con il famoso comitato Rublee. “L’accordo negoziato nella capitale inglese prevedeva la progressiva sistemazione nel giro di 5 anni, nei paesi disposti ad accoglierli ma ancora da definire, di 150.000 ebrei, che a loro volta avrebbero potuto farsi raggiungere da non più di 250.000 familiari” (p. 96) Emigrazione ancora, non sterminio! Verso paesi da definire assieme a GB, USA e Francia. L’accordo che riguardava la quasi totalità degli ebrei tedeschi non andò in porto. Con la guerra e la conquista della Polonia e della Francia, non fu più possibile continuare le trattative e questa prospettiva svanì. Ci fu allora “una discussione in seno al Consiglio ministeriale per la difesa del Reich e, due giorni dopo, da un incontro con i capi della polizia di sicurezza nel corso del quale si parlò dell’espulsione degli ebrei dal territorio del Reich nel giro di un anno. In quel periodo Heydrich aveva in mente la creazione di una «riserva per gli ebrei» nella regione di Cracovia e, poco dopo, in quella parte del territorio polacco che l’Unione Sovietica aveva restituito in cambio degli stati baltici” (p. 101). Ci fu anche una prima deportazione di ebrei viennesi in quella regione (piano Nisko) ma ben presto si presentò una nuova e più interessante prospettiva. Con la collaborazione fattiva tra nazisti e regime di Vichy si prospettò la possibilità di deportare gli ebrei tedeschi e quelli, molto più numerosi dei paesi conquistati, verso le colonie della Francia, in particolare il Madagascar. Questo piano aveva per i nazisti due vantaggi, da una parte permetteva di destinare i territori di Cracovia e Lublino, non più agli ebrei ma ai tedeschi espulsi dai russi dai paesi baltici, dall’altro estirpava gli ebrei dall’Europa e li spediva molto lontano, in Africa e per giunta su un’isola. “In agosto (1940), a conclusione di un colloquio che ebbe con Hitler, Goebbels annotò nel suo diario: «Vogliamo spedire gli ebrei in Madagascar: lì potranno dare vita a un loro stato». Anticipando il piano Madagascar, tra luglio e settembre 1940, 25.000 cittadini francesi, tra cui un gran numero di ebrei, vennero espulsi, con l’esplicito consenso di Hitler, dall’Alsazia-Lorena nella parte non occupata del paese, dove, tra il 22 e 23 ottobre, vennero raggiunti da 6.502 ebrei a loro volta deportati dal Baden e dal Saar-Palatinato” (p. 110). Se il piano era fin dall’inizio lo sterminio, queste espulsioni non si spiegano.Ma per portare milioni di ebrei in Madagascar occorreva il permesso della Gran Bretagna che con la sua flotta controllava gli oceani e questo permesso Churchill non lo accordò mai. “Il rifiuto che Londra oppose alle dubbie [perché mai dovevano essere dubbie? ndt] offerte di pace di Hitler e la sconfitta patita dai tedeschi nei cieli inglesi resero inattuale, almeno a breve termine, il piano Madagascar, la cui realizzazione presupponeva ovviamente il controllo delle rotte marittime” (p. 110). Fallita anche questa possibilità e nel frattempo iniziata l’aggressione all’Unione Sovietica si pensò di deportare, ma dopo la guerra e la sconfitta di Stalin (allora data per certa non solo dai nazisti), tutti gli ebrei europei oltre gli Urali. La conferenza di Wannsee non fu affatto la sanzione dell’olocausto ebraico. Essa rimane sempre nell’ambito di una “soluzione finale territoriale”. Le chiacchiere sioniste contenute al riguardo nell’articolo del Jerusalem Post non devono ingannarci. Su Wannsee, Mommsen dice e non dice, anzi dice due cose contraddittorie. “Si è spesso voluto ravvisare nella conferenza di Wannsee il decisivo via libera all’implementazione dell’Olocausto, se non addirittura una cospirazione delle élite di potere, ma essa, in realtà, costituì tutt’al più un ulteriore passo compiuto nella direzione dello sterminio ed ebbe soprattutto la funzione di indurre le amministrazioni interessate ad accettare l’estensione, reclamata da Heydrich in considerazione della situazione venutasi a creare nell’Europa orientale, del concetto di ebreo così come era stato definito dalle leggi di Norimberga” (p. 166). La frase di Momsen è un capolavoro di contorsioni. Il tema è delicato e si rischia di farsi accusare di essere un ‘negazionista’ con immancabile ostracismo, perdita del posto di lavoro, processo e prigione, come è successo a Faurisson. Cosa dice Mommsen? Vediamo con attenzione: 1) la conferenza di Wannsee non è “il decisivo via libera all’implementazione dell’Olocausto” come qualcuno (gli storici filoebraici o sionisti) hanno voluto ravvisare. 2. Essa rappresenta “tutt’al più un ulteriore passo compiuto nella direzione dello sterminio” 3. Essa “ebbe soprattutto la funzione di indurre le amministrazioni interessate ad accettare l’estensione del concetto di ebreo così come era stato definito dalle leggi di Norimberga”. In altre parole, un gerarca nazista, Heydrich cercava a Wannsee di estendere il concetto di ebreo ai «messi ebrei», cioè ai figli di un ebreo e di una non-ebrea (shiksa) o di un non-ebreo (goy) con una ebrea. Ma Heydrich riuscì nel suo scopo? Mommsen dice che su questo punto “egli si scontrò con la decisa opposizione del rappresentante del ministero degli interni, il segretario di Stato Wilhelm Stuckart, il quale, rifacendosi a Hitler, prese posizione contro l’indiscriminata inclusione dei «mezzi ebrei» tra quanti dovevano essere deportati e contro il peggioramento dello status dei «misti di secondo grado»” (p. 166) cioè i tedeschi che avevano un nonno ebreo o una nonna ebrea. “Anche un’altra conferenza che si tenne poco dopo (6 marzo 1942) non consentì di comporre le divergenze esistenti al riguardo, soprattutto perché Stuckart sapeva di avere dietro di sé Hitler, il quale, almeno pubblicamente, non voleva rinunciare al sistema normativo fondato sulle leggi di Norimberga” (p. 166)Il mancato peggioramento dello status dei «mezzi ebrei», che non dovevano essere nemmeno deportati, e dei «misti di secondo grado», a cui si opponeva Hitler smentisce di fatto l’affermazione precedente (già molto ambigua di per sé) di Mommsen del “tutt’al più un ulteriore passo compiuto nella direzione dello sterminio”. Un passo indietro semmai! E poi in cosa consiste quest’ulterore passo? Mommsen non dice né altri storici compiacenti sanno dirlo. Un poco oltre Mommsen, con molta prudenza, data la spada di Damocle incombente della prigione per ‘negazionismo’, afferma proprio il contrario: “La presa di posizione di Heyndrich in occasione della conferenza di Wannsee lascia intendere [si noti l’eufemismo prudenziale, ndt] che ancora non esisteva, per la soluzione finale, un piano complessivo suscettibile di concreta applicazione, e non esistevano nemmeno i presupposti tecnici (…) per la realizzazione di un progetto che dava l’impressione [altro eufemismo prudenziale, ndt] di essere essenzialmente utopico” (p. 168).Riguardo ai discorsi di Hitler circa la “distruzione della razza ebraica in Europa” (ad esempio il discorso tenuto davanti al Reichstag, 30 gennaio 1939) e alla politica del partito nazista, lo storico Momsen scrive: “Sarebbe sbagliato ricavare da una simile affermazione, sebbene anche in seguito più volte ripetuta da Hitler, una precisa e diretta volontà di sterminio. In realtà, essa venne fatta nel contesto della conferenza di Évian e degli sforzi, all’epoca ancora in corso, che mediante le trattative con il comitato Rublee si stavano compiendo per indurre le potenze occidentali a finanziare l’emigrazione ebraica” (p. 94). Gli sforzi fallirono e in seguito, durante la guerra, fino al dicembre 1944, la Germania, accanto alla politica dei trasferimenti, cercò di vendere gli ebrei alle potenze occidentali in cambio di denari o dei famosi 10 mila camion che i nazisti contavano di usare sul fronte orientale per cercare di contrastare l’offensiva sovietica. Gli alleati rifiutarono sempre.Ancora Mommsen su Hitler: “Le prese di posizione di Hitler in merito all’intera questione davano di norma l’idea di una soluzione finale [territoriale e non sterminazionista, ndt] della questione ebraica da collocare solo nel futuro” (p. 169). Non ci furono quindi ordini diretti e scritti di Hitler che promossero lo sterminio fisico degli ebrei.Uno degli obiettivi della religione dell’olocausto è sempre stato quello di presentare la politica di soluzione territoriale della questione ebraica dei nazisti come sterminio fisico degli ebrei e Wannsee come il punto centrale di questa politica. I sionisti hanno anche insistito sul cosiddetto ordine scritto di Hitler sullo sterminio fisico.Mommsen, che non si dichiara negazionista, né è accusato di esserlo, sembra su questi punti dare ragione a Faurisson e agli altri ‘negazionisti’. Notiamo che Mommsen, che crede nell’esistenza delle camere a gas, non si sforza di portare la minima prova, dando per scontato che esse siano esistite e lasciando l’onere della dimostrazione ad altri. Lo storico tedesco però ci spiega che molti ebrei furono assassinati dai lettoni, lituani, estoni, polacchi o ucraini prima che le truppe tedesche entrassero nei loro paesi e subito dopo che l’esercito sovietico si era ritirato.Vogliamo forse dimostrare che il giudeicidio non ci sia mai stato? No!Molti ebrei sono stati uccisi nell’Est Europeo durante la guerra. Non lo si può negare. Ma la visione sionista della religione dell’olocausto è un’accozzaglia di reticenze e di menzogne. L'idea centrale non ha niente a che fare con il giudeicidio reale. La religione dell’olocausto si fonda sull’idea che il nazismo non cercava una soluzione territoriale ma una soluzione sterminazionista, e da subito. Per i sionisti è importante imporre al mondo l’idea che i nazisti abbiano incarnato nel modo più coerente ed estremo l’odio eterno che tutti i goyim hanno irrimediabilmente (come se fosse nel loro DNA) per tutti gli ebrei, indipendentemente da come essi agiscano e se siano assimilazionisti o meno. Così si spiega l’accusa rivolta anche a inglesi e americani (e agli altri) di aver assistito alla distruzione di “tutti gli ebrei” senza muovere un dito. Tutti i goyim sono responsabili! Così si spiega anche la centralità che i sionisti e i loro amici danno all’esistenza delle camere a gas. L'esistenza delle camere a gas proverebbe che non si voleva una soluzione territoriale ma si voleva uccidere e uccidere tutti gli ebrei e, sottinteso, solo gli ebrei. Non ci sono prove certe dell’esistenza delle camere a gas. Non ne sono state trovate, quelle che sono state additate come tali in realtà erano altro. Il libro di Mommsen, se letto attentamente, sottolinea soprattutto la morte e l’uccisione di ebrei sui campi di battaglia in Russia, nei rastrellamenti e nelle esecuzioni seguite alla guerra di resistenza nei territori occupati, nei campi di lavoro dove le condizioni imposte da uno sfruttamento micidiale all’interno di uno sforzo produttivo sempre più disperato man mano che la vittoria sull’Unione Sovietica si allontanava divennero ben presto esiziali, nei campi di concentramento dove la vita (alimentazione, igiene, ecc.) peggiorava parallelamente al peggiorare della vita degli stessi civili tedeschi nelle città bombardate). Non si può pensare che ai deportati dei campi il Reich potesse riservare condizioni di vita migliori di quelle riservate ai civili tedeschi. In questo modo molti ebrei morirono, nella violenza della guerra, nelle repressioni della guerra partigiana (repressioni di cui i nazisti si sono macchiati anche in Italia, Grecia, Iugoslavia, Francia, Polonia, ecc), a causa dello sfruttamento disumano nei campi di lavoro, a causa di infezioni, malattie, epidemie, scarsa alimentazione, ecc. Questa è stata la tragica conseguenza di un’ideologia che propugnava la separazione delle razze e la costituzione di stati razzisticamente puri. I nazisti potevano, ancora senza troppi danni, gestire (in accordo con i sionisti) una simile politica di separazione razziale in Germania, dove gli ebrei erano poche centinaia di migliaia. Quando, con la conquista della Polonia e di gran parte della Russia, gli ebrei sotto dominazione tedesca divennero circa 10 milioni, la politica della separazione delle razze divenne un inferno. La separazione delle razze era la concezione nazista ma anche quella dei sionisti. Il nazismo è morto, il sionismo sopravvive e continua a espellere i palestinesi dalla Palestina per fare di questo paese uno stato per soli ebrei, Israele. Questa filiazione comune, ce la vogliono fare dimenticare, ma noi non ci stancheremo di ribadirla.Nei campi di lavoro e di concentramento, nelle rappresaglie, nelle esecuzioni morirono altrettanti polacchi, europei dell’Est e dell’Ovest, e morirono soprattutto milioni e milioni di prigionieri sovietici. Di questi, oggi, poco si parla: vite cancellate dalla religione dell’olocausto, sacrificate al concetto di superiorità del ‘popolo eletto’, altro concetto centrale della religione dell’olocausto. Si pensi che nelle rappresaglie, nelle fucilazioni (per esempio a Cefalonia), nei campi, morirono per mano di nazisti meno ebrei italiani che italiani non-ebrei (ufficiali, soldati, renitenti alla leva deportati, carabinieri, partigiani e loro sostenitori uccisi sul posto o deportati e morti nei campi, mano d’opera reclutata in modo forzoso, civili nelle regioni dove operavano i partigiani, comunisti, liberali, anche dei fascisti, cattolici, suore, preti, perfino un membro della famiglia Savoia. E anche italiani che hanno pagato con la deportazione e la morte il loro umanitario tentativo di soccorrere e nascondere degli ebrei. La religione dell’olocausto ha ucciso costoro una seconda volta. Nessun museo dell’olocausto per loro. Sembrerebbe invece che nella Seconda Guerra Mondiale i tedeschi abbiano deportato dall’Italia o ucciso solo degli ebrei (7.000 in tutto di cui 1.000 sopravvissuti).Oggi i nostri politici di destra e di sinistra, in particolare l’odioso ‘sionistro’ Veltroni, fanno a gara per recarsi in pellegrinaggio allo Yad Vashem, ad Auschwitz, a promuovere film sullo sterminio dei (soli) ebrei, a fondare musei olocaustici.Per tenere sotto controllo i goyim e gli stessi ebrei, i promotori di questa nuova religione, fanno del nazismo, che era già pessimo di per sé (a causa tra l’altro della sua concezione razziale, che però i sionisti condividevano e condividono) qualcosa di molto peggiore di quello che effettivamente era quando i sionisti pensarono bene di collaborare con esso. Contemporaneamente nascondono o negano (che siano loro i veri ‘negazionisti’?) il loro ruolo nel giudeicidio e il loro tradimento degli ebrei assimilazionisti (il 90% di tutti gli ebrei di allora). Vogliono promuovere (attraverso le esagerazioni, le demonizzazioni e i ricatti) il senso di colpa dell’Occidente, di cui desiderano poi approfittare per incassare dividendi economici e sostegni politici. I dividendi economici sono in particolare i ‘risarcimenti’ (io direi estorsioni) dalla Germania e dalle banche svizzere per ‘i sopravvissuti dell’olocausto’(in realtà andati a Israele e alla lobby ebraica USA) e gli aiuti economico/militari a Israele da parte americana. I sostegni politici sono l’influenza mondiale derivante dallo status di vittima e la mano libera per distruggere i palestinesi e occupare tutta la Palestina. Sono anche le guerre mediorientali che USA, Occidente e Nato conducono per conto dello stato ebraico, ovviamente ‘sempre minacciato’.I sionisti non sono migliori di nessuno, nemmeno dei nazisti.Con tutti i loro articoli e i loro film non riusciranno ad ingannare ancora a lungo il mondo che è sempre più stanco delle loro manovre e delle loro prepotenze.

domenica 4 novembre 2007

Primo Ministro

Immediately after the 9-11 attacks, former Israeli Prime Minister Benjamin Netanyahu was asked what the attack would mean for US-Israeli relations. His quick reply was:

"It's very good... Well, it's not good, but it will generate immediate sympathy (for Israel)".

giovedì 11 ottobre 2007

George Galloway


Sul conflitto Israele-Libano

...e un dibattito giornalistico in diretta sul conflitto

Contro le accuse di corruzione

"...chiunque può scrivere un nome su pezzo di carta" (e ulare d'avere una prova!)

Contro Richard Perle
George Galloway: http://en.wikipedia.org/wiki/George_Galloway
Richard Perle: http://rightweb.irc-online.org/profile/1315
Colemann: http://coleman.senate.gov/_pdfs/Private_Travel_Orgs.pdf

Lobby ebraica, 9/11 e Iraq

domenica 7 ottobre 2007

We should nuke Israel - JP -

Egyptian MP: We should nuke Israel
Source: The Jerusalem Post (riportato sotto) February 13, 2007
A prominent Egyptian lawmaker on Monday suggested the Muslim world destroy Israel in a nuclear holocaust in order to halt renovation work outside Jerusalem's Temple Mount.
Muslim leaders claim the work, which is being done on a collapsed earthen ramp leading to the only Temple Mount gate available to non-Muslims, is really an attempt to undermine the foundations of the mosques that currently occupy the holy hill.
Parliament member Mohammed el-Katani, a member of dictator Hosni Mubarak's own party, told his colleagues that the only way to end the affair is to wipe Israel out of existence with nuclear bombs.
On paper, Israel is at peace with Egypt.
Arab MP: Only nukes will erase Israel
A member of the Egyptian Parliament from President Hosni Mubarak's ruling party said Monday that nothing short of a nuclear bomb would "work" with Israel.
"That cursed Israel is trying to destroy Al-Aksa Mosque," Mohamed el-Katatny of Mubarak's National Democratic Party (NDP) told the Egyptian Parliament, adding "nothing will work with Israel except for a nuclear bomb that wipes it out of existence."
The harsh statement was uttered during a heated discussion of Israel's renovation of the Mughrabi walkway near the Temple Mount. Egyptian parliamentarians claimed that Israel was destroying the Al-Aksa Mosque.
During the session some parliament members urged a cancellation of all agreements with Israel saying the war between Egypt and Israel was continuing even though treaties were signed.
Israel and Egypt ended 30 years of war with an historic peace treaty in 1979 brokered by the United States between then Egyptian President Anwar al-Sadat and Prime Minister Menachem Begin.

sabato 6 ottobre 2007

B'nai Brith

Data di fondazione: 13 ottobre 1843
Luogo: New York
Costituzione: si fonda sulla base del testo della costituzione di una loggia massonica, ma non si definisce necessariamente tale
Iscritti: 500.000
Scopo: evitare l'assimilazione della razza da parte dell'umanità
La "Lega Anti-Diffamazione" (A.D.L.) scrive che essa "crede nell’integrazione, cioè nell’accettazione degli ebrei, come eguali. Ma che è opposta all’assimilazione: ossia alla perdita dell’identità ebrea. Uno dei principi dell’Ordine è che "non vi è posto nel "B’nai B’rith" per un Fratello che tiene i suoi figli lontani dalla Comunità Israelitica".
E' la più grande organizzazione ebraica del mondo e una delle più antiche associazioni americane mai esistite.
Motto dell’Ordine : "Benevolenza, Amore fraterno e Armonia".
Sito italiano: http://www.beneberith-italia.org/ (Commissione Israele)
Articolo
La sede canadese della B'nai Brith (in Ebraico: “Figli del Patto”), la prima organizzazione al mondo al servizio degli ebrei, ha recentemente mosso una denuncia nei confronti di un sito web di Victoria e di tutto il suo staff editoriale, il quale è accusato di contribuire a promuovere l'odio “verso le persone identificate come ebrei e/o come cittadini di Israele”
All'editore Alan Roycroft è stato imposto di rimuovere immediatamente dal sito web “Peace, Earh and News” diciotto articoli che contenevano presunto materiale anti-semita. Sull'accaduto è stata aperta un'inchiesta da parte della Commissione Canadese per i Diritti Umani.
Questi diciotto articoli, così come molti altri articoli presenti su Pej.org, trattano i costi della guerra in Medio Oriente e dei conflitti tra il governo Palestinese ed Israeliano. Il tono degli articoli è abbastanza veemente, ad esempio, un pezzo intitolato “We Should Nuke Israel”, appare come un'imitazione di una colonna del Toronto Sun che propone un attacco tattico contro gli impianti nucleari in Iran.
Secondo Anita Bomberg, rappresentante legale di B'nai Brith Canada, “questi articoli sono violentemente anti-israeliani al punto da oltrepassare quelle che possono essere le critiche legittime, e sfociare nell' anti-semitismo”
Harry Abrams, un uomo d'affari di Victoria (Canada), e membro di B'nai Brith, è la persona che per prima ha denunciato il contenuto dei materiali pubblicati su Pej.org. L'uomo ha affermato che “ci sono troppe calunnie che è necessario denunciare”, come ad esempio l'idea che Israele non abbia diritto di esistere, o che Israele sia una stato razzista”
La polemica tra B'nai Brith e “Peace, Earth and News”, è abbastanza sottile, infatti Roycroft ha affermato che tutti gli esempi riportati da Abrams erano stati citati fuori dal contesto originale, e quindi il significato potrebbe essere stato frainteso. Inoltre, Roycroft ha sottolineato che questi articoli erano critici contro le politiche israeliane, e non c'era alcuna intenzione di esprimere odio verso gli Ebrei.
Il magazine The Globe and Mail ha pubblicato una lettera indirizzata a Roycroft, dove la Commissione Canadese per i Diritti Umani afferma di essere tenuta a raccogliere qualsiasi denuncia riguardante una violazione della Canadian Human Rights Act”.
Da un altro lato, Roycroft ha accettato di rimuovere gli articoli fino a quando il problema non sarà risolto. “Abbiamo rimosso in 24 ore tutti i 18 articoli citati nella denuncia, come cortesia ad Harry Abrams a cui mostriamo la nostra benevolenza. I 18 articoli resteranno nel nostro database, e potranno tornare visibili al pubblico in qualsiasi momento”, ha dichiarato Roycroft.
Secondo la commissione canadese per i diritti umani, nell'eventualità che non venga raggiunto un accordo tra le parti, il caso potrebbe essere preso in esame da un tribunale per i diritti umani.
Abrams ha riferito che ci sarebbero altri siti canadesi sotto indagine per la pubblicazione di possibili contenuti anti-semita.

Altre strane coincidenze!

Greenberg’s Relationship to Larry Silverstein
On July 24, 2001, six weeks before 9/11, Larry Silverstein took control of the lease of all the WTC buildings. This followed the Port Authority decision on April 26.
According to democraticunderground.com, the three companies who originally insured the WTC were AIG, Marsh and ACE, all run as mentioned by the Greenbergs at the time.
They then sold stakes of the original contract to their competition, a technique called reinsuring. Once the Towers came down, the reinsurers got caught holding the bag.
This would inextricably tie the Greenbergs to Silverstein and the larger conspiracy of 9/11.
If they had no foreknowledge of events to occur, why would the Greenbergs have unloaded so many stakes in their contract? According to Michel Chossudovsky in Financial Bonanza behind the 9/11 Tragedy, “On October 17, 2000, eleven months before 9/11, Blackstone Real Estate Advisors, of The Blackstone Group, L.P, purchased, from Teachers Insurance and Annuity Association, the participating mortgage secured by World Trade Center, Building 7.1.” [Blackstone in 2000 also purchased a 50 percent stake in Universal Studios, producers of the myth-perpetuating Flight 93.]
“April 26, 2001 the Port Authority leased the WTC for 99 years to Silverstein Properties and Westfield America Inc. “The transaction was authorised by Port Authority Chairman Lewis M. Eisenberg. This transfer from the New York and New Jersey Port Authority was tantamount to the privatisation of the WTC Complex. The official press release described it as 'the richest real estate prize in New York City history'. The retail space underneath the complex was leased to Westfield America Inc. “On 24 July 2001, 6 weeks prior to 9/11 Silverstein took control of the lease of the WTC following the Port Authority decision on April 26. “Silverstein and Frank Lowy, CEO of Westefield Inc. took control of the 10.6 million-square-foot WTC complex. "Lowy leased the shopping concourse called the Mall at the WTC, which comprised about 427,000 square feet of retail space.”

“Explicitly included in the agreement was that Silverstein and Westfield ‘were given the right' to rebuild the structures if they were destroyed."
Solitamente quando un ente riconosce questo tipo di concessione è perchè in un futuro non troppo lontano intenderà alienare la proprietà definitivamente...
Silverstein - Blackstone, concessionario novantanovennale dei diritti di superficie del WTC
Lowy - Westfield aggiudicatario della gara di leasing per lo spazio commerciale al minuto all'interno del WTC
Greenberg - Greenberg Traurig, LLP, consulenza legale, legato alla famiglia Bush attraverso BBH (Brown Brothers Harriman bank), ricade tra gli amministratori dei fondi di compensazione per le vittime del 9/11 http://www.gtlaw.com/home.aspx
Eisenberg - Port Authority Chairman
Jewish National Fund e United Jewish Appeal


"War and Globalization go hand in hand. Militarization supports the conquest of new economic frontiers and the worldwide imposition of "free market" system."
"Israel is the fifth nuclear power in the World. Its nuclear arsenal is more advanced than that of Britain."
"The new nuclear policy explicitly involves the large defense contractors in decision-making. It is tantamount to the "privatization" of nuclear war. Corporations not only reap multibillion dollar profits from the production of nuclear bombs, they also have a direct voice in setting the agenda regarding the use and deployment of nuclear weapons."
"A 1995 National Security document of the Clinton administration stated quite clearly that the objective of the war is oil. "to protect the United States' uninterrupted, secure U.S. access to oil."
"Zbigniew Brzezinski, who was National Security Adviser to President Jimmy Carter was one of the key architects of the Al Qaeda network, created by the CIA at the onslaught of the Soviet Afghan war (1979-1989)."
"The "war on terrorism" is to provide a justification for repealing the Rule of Law, ultimately with a view to "preserving civil liberties."
"The Central Role of Al Qaeda in Bush's National Security Doctrine Spelled out in the National Security Strategy (NSS), the preemptive "defensive war" doctrine and the "war on terrorism" against Al Qaeda constitute the two essential building blocks of the Pentagon's propaganda campaign."
- Chossudovsky -

lunedì 24 settembre 2007

Nazioni o banche centrali: qual'è l'obiettivo?

Perché Washington vuole l'Afghanistan?
di Jared Israel, Rick Rozoff & Nico Varkevisser
Traduzione di Luca, Vicenza. [18 Settembre 2001]

"Il mio Paese comprende realmente che questa è la Terza Guerra Mondiale? E se questo attacco è la Pearl Harbor della Terza Guerra Mondiale, significa che abbiamo davanti una lunga, lunga guerra". (Thomas Friedman, 'New York Times,' 13 settembre 2001)
Gli uomini chiave del governo Usa e dei media hanno usato il bombardamento del World Trade Center e del Pentagono per creare uno stato internazionale di paura. Questo ha portato i più vicini alleati di Washington (in particolare Germania e Gran Bretagna, ma non l'Italia) ad accordare carta bianca per quanto riguarda la loro partecipazione alle rappresaglie Usa.
Ed è servito ad oscurare la domanda più importante: Washington nasconde altre intenzioni, una strategia che va oltre lo sganciare bombe? E se esiste, cos'è, e che conseguenze ha per il mondo?

***

Alcuni titoli di prima pagina dei principali giornali statunitensi:
"Terza Guerra Mondiale" ('New York Times,' 13/9)
"Diamo una chance alla guerra" ('Philadelphia Inquirer,' 13/9)
"E' il momento di usare l'opzione nucleare" ('Washington Times,' 14/9).
Inizialmente, una serie di stati è stato minacciato in quanto "sostenitori del terrorismo", che non sono "con noi", perciò sono "contro di noi": Cuba, Iran, Iraq, Libia, Corea del Nord, Sudan e Siria.

Neturei Karta

E' giusto dare visibilità ad una minoranza che spesso non gode dell'importanza adeguata da parte dei mass-media:

Neturei Karta

I Neturei Karta (נטורי קרתא, in aramaico "Guardiani della città") sono un gruppo di ebrei che rifiutano di riconoscere l'autorità e la stessa esistenza dello Stato di Israele, in nome della propria interpretazione dell'ebraismo, della Torah e di passi del Talmud.
Il gruppo è stato fondato nel 1938 a Gerusalemme da ebrei che da molte generazioni vivevano in Palestina, per lo più discendenti da ungheresi che si erano trasferiti in Palestina all'inizio del XIX secolo e da ebrei lituani che erano lì anche da più tempo.
Il gruppo nasce dalla scissione da un altro movimento di ebrei ortodossi fondato 1912 Agudas Israel che aveva anch'esso come scopo la lotta al sionismo, ma che col passare degli anni aveva ridotto la propria azione.
L'attività dei Neturei Karta si è poi estesa al di fuori della Palestina, in diversi casi per l'abbandono volontario, lamentando di aver subito violenze, imprigionamenti, torture e pressioni di ogni tipo da parte dei sionisti, e comunque nel rifiuto di vivere in uno Stato che si rifiutavano di riconoscere come legittimo.

OPPOSIZIONE AL SIONISMO
I Neturei Karta affermano di voler combattere l'idea di voler stabilire uno stato ebraico nel tempo presente (tempo che ritengono ancora di esilio), poiché ritengono contrario all'autentica tradizione religiosa ebraica lo stabilire tale stato senza aspettare che tale terra venga esplicitamente donata dall'Altissimo. La motivazione pertanto non è di ordine politico, ma di ordine religioso.
Rifiutano le etichette di gruppo estremista e di ultra-ortodossi, dichiarando di non aver tolto o aggiunto nulla della legge e della tradizione ebraica, ed a sostegno della loro posizione citano il Talmud, in cui si afferma che gli ebrei non possono utilizzare forze umane per stabilire uno stato ebraico finché non venga il Messia della casa di Davide, ed in cui si afferma che devono essere cittadini leali delle nazioni in cui vivono senza cercare di anticipare la fine dell'esilio. L'esilio infatti ha la caratteristica di punizione divina per i peccati commessi e pertanto non può essere aggirato da politiche di uomini ma solo da preghiera, buona volontà e spirito di penitenza.
Secondo i Neturei Karta, la terra attualmente occupata dallo stato di Israele appartiene a coloro che vi avevano sempre abitato (cioè i palestinesi di ogni religione, e quanti vivevano pacificamente con loro); in diverse occasioni i Neturei Karta hanno protestato a fianco dei palestinesi; 2002 manifestarono con bandiera palestinese, provocando vive reazioni da ambienti ebraici.
Accusano inoltre lo stato di Israele di essersi dotato di una facciata religiosa (con l'uso di nomi religiosi per i partiti politici, la presenza di rabbini negli stessi, etc) e di alterare i commentari alla Torah secondo le esigenze sioniste. Affermano poi che gli ebrei sionisti non possono pretendere di parlare ed agire a nome di tutti gli ebrei, ed evitano anche di partecipare alle attività civili israeliane (rifiutando elezioni, assistenza sociale, supporto finanziario, etc).
Il rifiuto per il sionismo arriva al punto di non toccare banconote o monete rappresentanti immagini di sionisti (quelle con Albert Einstein e Moses Haim Montefiore sono ritenute accettabili, mentre quelle con Theodor Herzl e Chaim Weizmann non lo sono); per di più non si avvicinano al Muro Ovest del Tempio di Gerusalemme sostenendo che è stato inquinato da interessi sionisti, il che ne farebbe un'abominio.
Nel mondo ebraico, Neturei karta è ritenuto un gruppo ultra-minoritario e di modesta rilevanza, che non rappresenterebbe nemmeno la grande maggioranza degli ebrei ortodossi contrari al sionismo. Inoltre, dopo la loro partecipazione alla conferenza internazionale sull'olocausto tenutasi in Iran nel 2006, il cui scopo era di dare credibilità a coloro che negano l'olocausto, anche altri gruppi ebraici ultra-ortodossi che rifiutano il sionismo hanno condannato questa organizzazione.

EPISODI SIGNIFICATIVI

Una delle figure di spicco del movimento è il rabbino Amram Blau, sopravvissuto all'Olocausto. Secondo il rabbino Blau, il riconoscimento dell'ONU allo stato di Israele sarebbe una grave ingiustizia nei confronti degli ebrei stessi.
Il suo successore, rabbino Moshe Hirsch, ha collaborato come ministro del governo di Yasser Arafat. Nel 2004, poco prima della morte di quest'ultimo, il movimento organizzò per lui una veglia di preghiera a Parigi; un gran numero di organizzazioni ebraiche protestò contro il gesto, affermando di non poter «né ignorare né perdonare» tali «traditori del giudaismo», già «esclusi da decenni dalle Sinagoghe e dalle comunità».
Nell'ottobre 2005 il leader dei Neturei Karta, rabbino Israel David Weiss, difese il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad dalle critiche della stampa occidentale affermando che i discorsi di quest'ultimo non avevano «sentimenti antiebraici».
In un'intervista alla televisione iraniana, Weiss si è detto poco preoccupato per la negazione dell'Olocausto, poiché «i sionisti utilizzano la questione dell'Olocausto per ottenerne benefici. Noi, ebrei che hanno subìto l'Olocausto, non lo utilizziamo per promuovere i nostri interessi. Noi affermiamo che ci sono centinaia di migliaia di ebrei nel mondo che identificano la nostra opposizione all'ideologia sionista e che pensano che il sionismo non sia uguale all'ebraismo, ma sia solo un'agenda politica».
Nell'estate del 2006 tutto il movimento ha protestato contro le «atrocità» israeliane in Libano. In un comunicato stampa del 19 luglio 2006, i Neturei Karta accusano il sionismo di essere all'origine dell'antisemitismo, di aver derubato gli ebrei del nome di Israele per un progetto politico, annunciando di pregare contro il sionismo affinché cessino le sofferenze nella Terra Santa e lo spargimento di sangue.
Link, sito ufficiale: http://www.nkusa.org/
(da Wikipedia)

Oggi, il presidente iraniano Ahmadinejad, incontrerà a New York, gli ebrei anti-sionisti.

giovedì 20 settembre 2007

mercoledì 22 agosto 2007

Giudaismo.

Sionismo
Movimento politico-religioso ebraico, espressione di vari orientamenti ideologici, costituitosi nel 1897, allo scopo di creare in Palestina uno stato indipendente per il popolo ebraico, e praticamente esauritosi nel 1948 con la proclamazione dello stato d’Israele.
Attualmente, il termine indica, con connotazione polemica, la politica di intransigente chiusura del Governo di Israele nei confronti del movimento per l’autodeterminazione, del popolo Palestinese. (Treccani ondine)


Ebraismo
La Religione ebraica, il complesso delle credenze, o anche la cultura, i costumi degli ebrei. (Treccani ondine)

Antisemitismo
Avversione nei confronti degli ebrei che si traduce in forme di discriminazione e di persecuzione. (MSN Encarta)


Edmond James de Rothschild (banchiere), dal 1882, sostenne finanziariamente il movimento sionista acquistando il primo sito ebraico in Palestina presso Rishon LeZion. Nel 1924 fondò la Palestine Jewish Colonization Association (PICA), comprando più di 125.000 acri (560 km2) di terreno. Erano state appena lanciate le basi per sostenere la costituzione dello Stato di Israele, proclamato alla fine della seconda guerra mondiale.
Con i fondi sionisti, e principalmente del Fondo Nazionale Ebraico, si acquistano terre dichiarate inalienabili; nasce una nuova nazione, con una propria lingua ed un'economia chiusa, da cui gli arabi sono esclusi.
"Lo stato di Israele e le organizzazioni sioniste sostengono che ritenere gli ebrei collettivamente responsabili di quanto compiuto dallo stato di Israele sia una forma di antisemitismo; questa loro opinione è stata accolta dall'EUMC" (Centro di monitorizzazione europeo sul razzismo e la xenofobia).

Questa la lettera con la quale l'organizzazione degli Ebrei Europei per una Pace Giusta (EJJP)(http://www.ejjp.org/bijlagen/definizione%20operativa%20di%20antisemitismo.doc), critica l'EUMC riguardo la "Definizione operativa di anti-semitismo", nella stesura annuale del monitoraggio della xenofobia in Europa.

Contro-ebraismo, anti-sionismo, anti-giudaismo... presumo abbiano lo stesso significato che l'EJJP, "consigliando" all'EUMC, attribuisca all'anti-semitismo.

Mi domando, perchè, quella che si potrebbe definire una piaga di sempre come la xenofobia, debba avere tanti appellativi, con così tanti significati e spiegazioni tali da rendere insufficiente una spiegazione letterale più semplice anche per i più ignoranti.

Mi domando perché i mass-media parlino soltanto di genocidi tragici di massa raffiguranti stermini di popolazioni intere per la maggioranza ebraiche, e, soprattutto dell'infinito Olocausto della seconda guerra mondiale?

Se io ricerco il significato della parola Cattolicesimo, consimile di Ebraismo, ottengo una spiegazione alquanto semplice ma diretta e comprensibile, perchè L'"Insieme dei principi e dell’ordinamento della Chiesa Cattolica Romana (Treccani ondine)", non da adito ad equivoci di qualsiasi genere, a meno che non si voglia, volutamente, travisarne la definizione stessa.

"La Religione ebraica, il complesso delle credenze, o anche la cultura, i costumi degli ebrei (Treccani ondine)", definizione di Ebraismo. Nella mia ignoranza, con questa definizione intendo che in un ebreo, consti la portabilità di tutte queste connotazioni... Andrebbero spiegate una per una. Non è possibile avere una spiegazione di un termine, con un immissione di altri 3 termini che ammettano altre 3 sub-definizioni correlate. Ancora più inverosimile che in un enciclopedia, poi, si trovi la possibilità di scegliere, nella spiegazione, la definizione a gradimento del lettore. Non sarebbe stato più semplice dire che l'Ebraismo è l'insieme dei principi e dell'ordinamento della Torah? Vado a leggere la Torah e posso avere un'idea di ciò che è la fede di un ebreo... Secondo me questa definizione porta solo ad equivoci ed è volutamente presa alla larga da chi abbia dovuto inserirne il termine nel testo dell'enciclopedia.

Quindi da una parte, troviamo una meticolosa quanto pungente correzione, da parte dell'EJJP, in merito alla definizione di antisemitismo dell'EUMC, mentre dall'altra, troviamo la Treccani imbarazzata in una non meglio generalizzata definizione del termine "Ebraismo".

Sembra un controsenso, ma sembreberebbe, che si conosca meglio la definizione della negazione dell'Ebraismo, piuttosto che la definizione stessa dell'essere ebreo. E' anche vero che la negazione dell'essere ebreo, viene marcata dall'ebreo stesso, forse, anche in difesa delle vittime dei crimini commessi, eventualmente, contro gli stessi ebrei.

E' una strenua difesa che va avanti da secoli e sarebbe interessante scoprire, fin dall'antico Egitto, come mai questo popolo sarebbe interessato da quest'odio che lo vede vittima continuamente, di crimini efferati contro la sua esistenza.

Nei tre precedenti post, ho riportato tre video di tre personaggi italiani che richiamano l'attenzione su di un fatto, che sembrano avere vissuto direttamente, sulla propria pelle, con estrema certezza dell'accaduto:

- Vittorio Sgarbi: in una trasmissione della domenica pomeriggio, posto davanti a Sandra Mussolini, la redarguisce sul dovere chiedere scusa in nome del nonno Benito Mussolini che trucidò gli ebrei, prima di dovere fare lui la stessa cosa nei suoi confronti.

- Silvio Berlusconi: al Parlamento Europeo vuole proporre al produttore di un film sull'olocausto, il consigliere Shulz, nel ruolo di Kapò del sonderkommando di campo, dopo che quest'ultimo gli aveva chiesto di dare spiegazioni in merito alle parole di un politico italiano

- Roberto Benigni: intervistato, commenta la foto ritraente un dormitorio di un campo di concentramento, riconducendosi al proprio film appena finito, valsogli il premio Oscar... Noto con stupore, un noto attore italiano del suo stampo, su youtube.com, inserito nella ricerca il suo nome, porta come primo risultato utile "Benigni parla dell'olocausto". Invece è in 21°a posizione la sua disserzione dal vivo sulla "Divina Commedia", ove lo si vede leggere un canto in una maniera estremamente monotona e piatta, di un grande che non ha bisogno di essere nominato. Perchè Benigni, viene associato immediatamente all'olocausto? Per rendere un "servigio" alla memoria storica? E la memoria storica dell'uomo si riduce all'olocausto degli ebrei?

Cos'hanno in comune queste 3 persone:

1- hanno sfondato una porta spalancata

2- si odiano a vicenda tutti e tre

3- la versione storica dell'olocausto, da loro nominata è uguale

4- due di loro hanno strumentalizzato, il terzo, in nome dell'arte cinematografica, ha ritemprato la coscienza dell'umanità, in dialetto fiorentino...

mercoledì 8 agosto 2007

Vittime degli USA o Signorotti: a voi la scelta

Ho letto, sul sito di Gennaro Carotenuto, quest'articolo. cruciali http://www.gennarocarotenuto.it/dblog/articolo.asp?articolo=671. Riporto le opinioni, commento sul mio blog, non potendo farlo pubblicamente sul suo.

- commentando un'intervista di Cecilia Rinaldini a Teodori ascoltata al GR3, delle 8.45 del 31/07/06, rispetto alla guerra in Libano ed al suo rapido trasformarsi in un pantano ed un boomerang per gli israelostatunitensi..., dove l'intervistato suddivide le sorti Israeliane da quelle Statunitensi.

"Chi scrive ha sottolineato spesso il pericolo che la critica ai crimini e al terrorismo di stato praticato dallo stato di Israele sconfini a volte in un non sottovalutabile antisemitismo di/da sinistra. La rozzezza volgare dell'utilizzo di metafore "naziste" per criticare Israele ne è la migliore testimonianza. Ma non per questo sfugge come l'antisemitismo resti storicamente un fenomeno "di destra", conservatore, reazionario, razzista, fascista"
"Indotto dagli Stati Uniti all'errore tragico dell'espansionismo mascherato da lotta antiterrorista, Israele sbaglia perché presume troppo dalla presunta superiorità militare e dal possesso del reale monopolio nucleare regionale."
"Israele, se vuole davvero sopravvivere può usare, ma non farsi usare dagli Stati Uniti. Che è quanto sta avvenendo in questo momento con Israele che si illude di stare combattendo una battaglia per la sua sopravvivenza ed invece sta facendo da carne da cannone per l'ennesima guerra petrolifera in nome e per conto degli Stati Uniti. Se domani in Iran ci fosse un governo anche islamista radicale, ma amico degli Stati Uniti, allora Israele per gli Stati Uniti diventerebbe di colpo meno strategica. Facilmente riemergerebbe quel contesto rothiano che genera l'antisemita Charles Lindbergh. Del resto perché mai un paese governato dai fondamentalisti cristiani dovrebbe essere immune dall'antisemitismo se antisemita è stato il fondamentalismo cristiano per tutta la sua storia?"
"E' veramente antisemita John Bolton quando si finge amico di Israele impedendone la condanna per spingerla in realtà ad essere mero strumento del disegno imperialista statunitense sul Medio Oriente."
"Israele sola infatti, sempre circondata da paesi nemici, e vittima della propria idiosincrasia militarista, è ancora più pericolosa per se stessa, per la regione ed il pianeta. L'irrazionalità terrorista della metodica distruzione del Libano si incarica giorno per giorno di dimostrarlo."

Riassumendo il concetto di quest'articolo: Israele subisce conseguenze negative derivanti dalla guerra che la vede in conflitto con il Libano, sopra la supervisione degli Stati Uniti che benficia di questa situazione ai suoi danni per gli svariati interessi economici della zona...

Se mi metto una benda ogli occhi e dei tappi alle orecchie, effettivamente potrebbe essere così!
Il leone viene dipinto da agnello sacrificale.
L'altra settimana comunque, è stato deliberato dal Congresso degli Stati Uniti un finaziamento (aiuti a fondo perduto) a... Israele, di 30 miliardi di dollari per fronteggiare le eventuali ostilità e il riarmo, soldi questi che comunque non verranno mai restituiti agli americani.
Credo che se non ci fosse stato il conflitto tra Israele e Libano il finanziamento non avrebbe avuto una giustificazione di esistere.
Non credo, il deterrente delle bombe nucleari, crei in Israele delle velleità di una Nazione con uno status-quo che utilizzi come leva del proprio potere egemonico, queste armi.
Anzi con la diversicazione della collocazione all'interno dei punti nevralgici del potere mondiale, dalle banche ai Governi, si è già assicurata da parecchio tempo, la tranquillità di esistere per molti anni futuri.
Dalla fine della seconda guerra mondiale a oggi Israele, ha ricevuto più soldi dagli Stati Uniti a fondo perduto, che Africa e America Latina mess'insieme, quindi:
"Gli Stati Uniti, non se ne sono approfittati di Israele".
Qualche benpensante potrebbe obiettare per morti che ha subito Israele, credo però che se è obiettivo, quest'affermazione non la faccia...

martedì 7 agosto 2007

Mafia russo-israeliana al potere in USA?

Il principale autore dello studio "Defense Strategy for the 1990's", un rapporto in cui la teoria sulla necessità di aggredire i paesi del Terzo Mondo fu riformulata con tanta cautela fu I. Lewis Libby, allora braccio destro di Paul Wolfowitz che ricopriva l'incarico di assistente del segretario alla Difesa. Oggi Libby è il capo dello staff e consigliere di sicurezza nazionale del vice presidente Dick Cheney. In passato è stato per tanto tempo l'avvocato di Marc Rich, il padrino della mafia russo-israeliana e promotore di Ariel Sharon. http://www.movisol.org/mini-nukes.htm